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Habermas, T. (2008). Chi parla? Chi guarda? Chi prova emozioni? Prospettive nelle narrazioni autobiografiche. L'Annata Psicoanal. Int., 4:29-50.

(2008). L'Annata Psicoanalitica Internazionale, 4:29-50

Chi parla? Chi guarda? Chi prova emozioni? Prospettive nelle narrazioni autobiografiche Language Translation

Tilmann Habermas

Scopo del presente articolo è comprovare l'asserzione di Freud secondo cui la nevrosi causerebbe delle lacune nelle narrazioni autobiografiche, mediante l'analisi linguistica di come il narratore espliciti oppure suggerisca implicitamente dei punti di vista. Viene dapprima delineato il ruolo della narrazione e dell'assunzione di una prospettiva comune da parte dell'analista e del paziente nella cura psicoanalitica. Successivamente vengono introdotte quattro forme di rappresentazione prospettica delle narrazioni, che servono ad esplorare tre diversi gradi di distorsione in tre narrazioni autobiografiche. La rappresentazione più esauriente viene conseguita nel primo esempio in cui la prospettiva presente del narratore e quella passata del protagonista della storia vengono fornite mediante l'uso di verbi mentali. Nella seconda delle narrazioni, l'uso esclusivo di determinate forme linguistiche che suggeririscono impercettibilmente il punto di vista del protagonista rischia di sopraffare il narratore e di dare un quadro incompleto di quanto è avvenuto a chi ascolta. Infine, la scarsa plausibilità delle motivazioni, la negazione di responsabilità e la mancanza di dettagli rendono la terza narrazione particolarmente difficile da seguire. Viene inoltre discussa la rilevanza clinica di questa analisi esplorativa di prospettive narrative con riferimento ai concetti di meccanismi di difesa, di assunzione di responsabilità per le proprie azioni passate e di reazioni emotive evocate nell'ascoltatore. Queste ultime risultano essere tanto più intense quanto più incoerenti sono gli eventi narrati e vengono parallelamente esplorate in termini di controtransfert. L'analisi di prospettive narrative viene proposta come valido strumento per la ricerca sistematica nella prassi psicoanalitica.

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