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Salomonsson, B. (2008). L'impatto delle parole su bambini affetti da ADHD e DAMP. Conseguenze per la tecnica psicoanalitica. L'Annata Psicoanal. Int., 4:109-128.

(2008). L'Annata Psicoanalitica Internazionale, 4:109-128

L'impatto delle parole su bambini affetti da ADHD e DAMP. Conseguenze per la tecnica psicoanalitica Language Translation

Björn Salomonsson

I bambini affetti da sindrome da deficit di attenzione accompagnato da iperattività (ADHD) e da disturbo di attenzione, controllo motorio e percezione (DAMP) sono spesso turbati dagli interventi dell'analista. Ciò non è sempre dovuto al contenuto letterale dell'intervento: i bambini reagiscono a volte come se le parole fossero pericolosi oggetti concreti da cui difendersi fisicamente. L'autore attribuisce questo fenomeno a un'instabile situazione interiore del bambino. Un oggetto cattivo e incapace di contenere viene facilmente evocato dall'interpretazione e minaccia di espellere le parole dell'analista indipendentemente dal loro contenuto. Ciò determina situazioni cliniche violente. La infant research e il lavoro psicoanalitico con i bambini e le rispettive madri ha consentito di evincere un complesso processo semiotico che si sviluppa fra madre e figlio. Perché questo processo possa emergere e dispiegarsi occorre la presenza di un oggetto esterno stabile che viene gradualmente interiorizzato. Per illustrare il lavoro analitico con bambini affetti da ADHP e da DAMP l'autore si rifà alle scoperte della infant research e del lavoro clinico con i bambini. Alcuni frammenti clinici dimostrano quanto sia importante che l'analista formuli le sue interpretazioni dopo aver valutato lo stato dell'oggetto interno dell'analizzando nonché il proprio controtransfert. Se ciò viene trascurato, il dialogo analitico può facilmente interrompersi. L'autore fornisce alcune raccomandazioni tecniche per l'analisi di questi bambini. Nell'ambito della discussione teorica viene posta la domanda della classificazione delle rappresentazioni che il neonato forma nell'interazione con la madre, e l'analizzando con l'analista. A una loro suddivisione binaria in presentazione di cosa e presentazione di parola (Freud), l'autore preferisce la triplice classificazione semiotica proposta da C.S. Pierce, secondo la quale il neonato forma rappresentazioni di icone, indici e simboli.

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