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Steiner, J. (2012). Il transfert nei confronti dell'analista come osservatore escluso. L'Annata Psicoanal. Int., 6:193-208.

(2012). L'Annata Psicoanalitica Internazionale, 6:193-208

Il transfert nei confronti dell'analista come osservatore escluso Language Translation

John Steiner

In questo lavoro passo brevemente in rassegna alcuni momenti significativi della riflessione sul transfert, che deve molto alle scoperte di Freud, per poi affrontarne alcuni sviluppi successivi fondati sull'opera freudiana che hanno esercitato un influsso su di me. Parlerò in particolare dell'elaborazione teorica kleiniana di un mondo interiore popolato di oggetti interni, la descrizione proposta da Melanie Klein dei meccanismi di scissione e di identificazione proiettiva e infine della profonda influenza che entrambi i concetti hanno esercitato sul nostro modo di concepire il transfert. Attingendo al materiale clinico, mi propongo di illustrare un'importante situazione transferale, non sufficientemente sottolineata, secondo me, pur facendo parte della “situazione totale” individuata dalla Klein. In questo tipo di transfert l'analista si ritrova nella posizione di osservatore, senza più rappresentare l'oggetto primario verso cui indirizzare l'amore e l'odio. L'analista è allora a rischio, perché potrebbe reagire a una simile situazione operando un enactement nel suo ruolo di figura esclusa, anziché sforzarsi di comprendere il ruolo assegnatogli. Può infatti sforzarsi di riguadagnare la propria posizione transferale di oggetto primario o finire per evitare ogni questione transferale, offrendo interpretazioni extra-transferali e assumendo, in tal modo, il ruolo di Super-io critico e severo. Se viceversa l'analista riesce a tollerare la perdita del suo ruolo centrale e a comprendere la sua nuova posizione nel transfert, potrà forse smorzare l'enactement e incoraggiare l'emergere di sentimenti relativi al lutto e alla perdita, dentro di sé e nel paziente.

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