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Apfelbaum, L. (2012). Qualche riflessione su “Break point”. L'Annata Psicoanal. Int., 6:245-249.

(2012). L'Annata Psicoanalitica Internazionale, 6:245-249

Qualche riflessione su “Break point” Language Translation

Laurence Apfelbaum

Talvolta si dimentica quanto può essere semplicemente inaspettata l'analisi, e la presentazione del “break point” di Stella Yardino ne è senz'altro un eccellente promemoria, là dove le sorprese si susseguono e si completano a vicenda. Dopo anni trascorsi a monitorare se stessa per non entrare in sterili battaglie con un paziente anaffettivo e controllante, d'un tratto l'analista si ritrova ad andarsene senza aspettarlo. Il paziente, poi, invece di reagire come lei si sarebbe aspettata con un'“altra assenza, un attacco furioso o un silenzio agghiacciante”, arriva in anticipo alla seduta successiva portando un discorso associativo compiuto.

È certamente una buona base per riflettere sugli effetti del controtransfert, non soltanto come ostacolo che dovrebbe essere ridotto il più possibile, ma anche come possibile alleato nel lavoro dell'analista. Negli ultimi decenni, si è consolidato come pratica diffusa considerare il transfert dell'analista come facente parte della situazione analitica, sia esso in forma di copresenza, interazione o enactment. Quando ho iniziato a leggere la presentazione di Stella Yardino ho avuto l'impressione di ritrovarmi più o meno su questo terreno familiare; spartivo con lei il fastidio dinanzi alla modalità tiranneggiante del paziente e percepivo come l'analista rimanesse “in guardia”, come dice l'autrice stessa, facendo però attenzione a non verbalizzare una serie di riflessioni che le venivano in mente (per esempio, la sua interpretazione repressa del “piacere-dolore furioso” delle invasioni).

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