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Codignola, E. (1975). nota sulla relazione d'oggetto e la costituzione dell'Io. Psicoter. Sci. Um., 9(1):1-3.

(1975). Psicoterapia e Scienze Umane, 9(1):1-3

nota sulla relazione d'oggetto e la costituzione dell'Io

Enzo Codignola

Il concetto di relazione d'oggetto si collega con gli elementi più importanti della metapsicologia, e ha sempre avuto una posizione centrale nella psicoanalisi. Freud l'ha introdotto già nella prima teoria della libido e l'ha più volte ridiscusso in tutto il suo lavoro. Da molto tempo esso è usato universalmente sia sul piano clinico che su quello teorico, e di solito viene trattato come se fosse in sé poco o nulla controverso; tant'è che spesso ci si occupa delle possibili varietà della relazione oggettuale senza chiedersi qual'è il senso esatto che questa espressione può acquisire in questo o quel contesto teorico. Ciò dipende anche dal fatto che si tratta di uno strumento utile sul piano pratico. Per esempio, Bouvet può proporre l'osservazione fenomenologica delle relazioni oggettuali come mezzo principe della sua diagnostica psicopatologica, ottenendo una sistematizzazione clinica chiara e relativamente semplice. Del resto egli non fa che seguire una tradizione ormai antica, che ha già dato altri frutti importanti alla clinica psicoanalitica. Ma certo questo ed altri fatti simili rafforzano l'impressione che la relazione d'oggetto sia definita in modo chiaro ed univoco sulla base di un consenso universale. Tanto più dunque può destare perplessità l'impostazione di questo libro, che mette subito in crisi opinioni in apparenza così ovvie. Modell afferma in apertura che « la psicoanalisi non possiede ancora una teoria soddisfacente delle relazioni oggettuali », e che « ciò ha impedito agli psicoanalisti di raggiungere un linguaggio comune ».

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