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Ferrari, G. Melega, V. Merini, A. Rigon, G. (1976). rapporti fra organizzazione e modello assistenziale in una istituzione psichiatrica. Psicoter. Sci. Um., 10(1-2):23-29.
    

(1976). Psicoterapia e Scienze Umane, 10(1-2):23-29

rapporti fra organizzazione e modello assistenziale in una istituzione psichiatrica

Giuseppe Ferrari, Vittorio Melega, Alberto Merini e Giancarlo Rigon

Nel febbraio di quest'anno siamo stati invitati a tenere dei seminari sul tema « Le équipes: funzioni e dinamiche del gruppo. I ruoli che si configurano » al Corso Biennale per la formazione di infermieri psichiatrici istituito dall'amministrazione degli Ospedali Psichiatrici di Torino.

Nel corso di tre incontri abbiamo affrontato questo argomento in base alla esperienza da noi effettuata nell'Istituto di Psichiatria e nel territorio dei quartieri Barca e Costa Saragozza di Bologna.

In una serie di tre articoli, di cui questo è il primo, pubblichiamo le relazioni presentate in ciascun seminario, i cui testi, salvo poche modifiche apportate nell'ultima parte teorica e di analisi, sono riportati nella stesura originale. Tema del nostro intervento in questo corso è l'equipe: funzioni e dinamica del gruppo e ruoli che si configurano.

Molto si è scritto in questi ultimi anni su questo argomento; anzi potremmo dire che è stato un cavallo di battaglia del convulso e a volte caotico tentativo di rinnovamento psichiatrico.

L'ipotesi da cui si è partiti in tutti questi lavori è che un approccio pluridisciplinare che prevedesse il contemporaneo intervento di psichiatri, psicoanalisti, psicologi, sociologi, assistenti sociali rendesse più semplice l'analisi di quel fenomeno complesso che è la malattia mentale, e quindi favorisse una linea di intervento più adeguata e più razionale.

Se da un lato si riconosce l'importanza avuta da questa impostazione che ha permesso di togliere la psichiatria dall'impasse nella quale l'aveva confinata un positivismo organicista rendendola di stretta spettanza medica, dall'altro grazie anche alle acquisizioni dovute a queste nuove discipline si può rilevare il limite che ogni approccio strettamente tecnico, anche se raffinato, ha nell'affrontare i problemi della malattia mentale.

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