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Neumann, B. (1976). appunti sulle forme distimiche. Psicoter. Sci. Um., 10(1-2):46-54.

(1976). Psicoterapia e Scienze Umane, 10(1-2):46-54

appunti sulle forme distimiche

Berta Neumann

I

Riporto alcune osservazioni tratte dalle mie esperienze psicoterapeutiche con pazienti depressivi. Attraverso l'esperienza acquisita con loro e per mezzo delle loro comunicazioni si è definito e orientato il mio giudizio diagnostico e psicoterapeutico.

Nel prendere in esame questo argomento ho voluto limitare la mia vasta casistica illustrando solo casi tipici che permettano di chiarire alcuni punti controversi e poco noti.

La mania-melanconia viene considerata come una esagerazione psicologica della persona distimica di un determinato aspetto « polare », inteso come un'oscillazione tra opposti stati di euforia e di disforia in particolare rapporto fra di loro.

La psicosi maniacale è caratterizzata da una disordinata « fuga di idee »: la psicosi melanconica, invece, mostra gli stati di « inibizione ». La fusione armoniosa del sentimento di arricchimento interno e dell'espansione dell'animo nell'avvenire determina una valorizzazione dell'individuo, un aumento del sentimento del « me stesso ». L'esistenza dell'uomo gaio non è un vuoto, ma uno stato di pienezza, un moltiplicare le possibilità di arricchire le relazioni interumane, un incontrarsi nei luoghi dove si svolge la vita comune e la nostra storia privata. In queste condizioni anche il ciclo fisiologico ricava benefici efetti: il riposo della notte ci permette di affrontare con serenità il domani (euforia).

E' naturale, però, che ci siano anche correlazioni e ondeggiamenti tra questi momenti di pienezza e quelli del « venir meno », dell'impoverimento, della tristezza, del rimpicciolimento, del travolgimento verso l'incerto, del soffocamento, del precipitare nella notte, nella morte, della perdita dei valori fino alla completa abolizione del « me stesso » e con ciò fino alla perdita dell'esistenza (disforia).

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