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Elia, C. (1982). DIFESE E NON-ESISTENZA NELLA TERAPIA DELLA SCHIZOFRENIA. Psicoter. Sci. Um., 16(1):39-54.

(1982). Psicoterapia e Scienze Umane, 16(1):39-54

DIFESE E NON-ESISTENZA NELLA TERAPIA DELLA SCHIZOFRENIA

Ciro Elia

Questo lavoro () riguarda un'esperienza psicoterapeutica con sei pazienti schizofrenici, paranoidi o ebefreno-paranoidi, che in fase di acuzie necessitarono prima o durante la terapia stessa di uno o più ricoveri in reparti psichiatrici, e con diverse pazienti border-line psicotici. La durata della terapia varia da un minimo di tre ad un massimo di dieci anni, e in qualche caso è tuttora in corso.

Il mio scopo è quello di dare un contributo al problema del signi-cato delle difese schizofreniche e delle resistenze da un lato, e di alcuni degli interventi atti a superarle dall'altro, mantenendomi sempre legato al filo che lega reciprocamente teoria e prassi terapeutica, conscio per altro del fatto che il nostro modo di essere con il paziente e la nostra filosofia terapeutica incidono profondamente sul rapporto e quindi sulle osservazioni che ne possiamo trarre. La coscienza di questa partecipazione profonda, indispensabile allo svolgimento del processo, se da un canto relativizza il valore delle nostre riflessioni, dall'altro paradossalmente le rende più vere rispetto ad una del tutto ipotetica capacità scientifica di osservazione neutrale. Il problema delle difese schizofreniche è stato, come sappiamo, affrontato e discusso da parecchi autori, seppure in ambiti metapsicologici diversi: mi limiterò a ricordare M. Klein, Rosenfeld, Sullivan, Arlow e Brenner, e particolarmente Searles che pur teorizzando il concetto di simbiosi terapeutica parla anche di difese simbiotiche e autistiche: il mio tentativo è appunto quello di riconsiderare il concetto di difesa, fondamentale nella teoria psicoanalitica, per articolarlo con quello metapsicologico di Benedetti della non-esistenza schizofrenica.

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