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Guerrieri, A.M. (1982). PSICOANALISI E IDEOLOGIA. Psicoter. Sci. Um., 16(2):37-50.

(1982). Psicoterapia e Scienze Umane, 16(2):37-50

PSICOANALISI E IDEOLOGIA

Anna Maria Guerrieri

A proposito del rapporto fra psicoanalisi e ideologia intesa nel senso radicale del termine, ossia nel senso di studio dell'origine delle idee nell'uomo, mi sembra utile soffermarmi ancora su Cabanis, perché questo philosophe e médicin del tardo Illuminismo rappresenta, con la sua impostazione metodologica libera da dualismi cristiano-cartesiani, un momento estremamente significativo di quel percorso epistemologico che ha motivato il mio discorso sulla continuità fra un modo sintetico e dinamico d'intendere l'uomo, che caratterizzò il pensiero degli idèologues del diciottesimo secolo più autenticamente impegnati ad abbattere il vecchio esprit du sistême, e la ricerca freudiana nata circa un secolo dopo e centrata anch'essa sull'uomo visto come unità materiale per nulla inerte, nella cui conflittualità troverebbero origine alcune tra le più alte manifestazioni del suo intelletto.

Avevo già accennato nei precedenti articoli (Psicoterapia e scienze umane n. 2, 1977; n. 3, 1978) al fatto che Cabanis doveva aver vissuto abbastanza drammaticamente il momento antitetico che si radicalizzava in lui rispetto ai fondamenti stessi della sua formazione rigorosamente fisio-antropologica, facendogli balenare il pericolo di uno sconfinamento verso dimensioni troppo lontane da quei presupposti concreti che aveva sempre difeso in favore della vera scienza. Spingendosi infatti fino a ipotizzare l'influenza di stati appetitivi inconsci sul comportamento morale dell'uomo, Cabanis non poteva non temere una perdita di contatto con i metodi sperimentali da lui stesso adottati e affermati.

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