Customer Service | Help | FAQ | PEP-Easy | Report a Data Error | About
:
Login
Tip: To view citations for the most cited journals…

PEP-Web Tip of the Day

Statistics of the number of citations for the Most Cited Journal Articles on PEP Web can be reviewed by clicking on the “See full statistics…” link located at the end of the Most Cited Journal Articles list in the PEP tab.

 

For the complete list of tips, see PEP-Web Tips on the PEP-Web support page.

Gosso, S. (1982). JUSTINE O L'OFFERTA DELLA SCIENZA. Psicoter. Sci. Um., 16(3):67-81.

(1982). Psicoterapia e Scienze Umane, 16(3):67-81

JUSTINE O L'OFFERTA DELLA SCIENZA

Sandra Gosso

1. L'utopia, il libertino e Justine

L'amore è il territorio, si sa, della mitezza estrema; in presenza dell'umiltà si svolge un allestimento scenico, una commedia allegorica. Coppie d'opposti si contendono il campo: dovizia e povertà, avidità e dissipazione, limite ed eccesso. Queste contese la mitezza conduce alla loro misura, descrivendo un campo simbolico che le contenga. Questo, almeno, il magistrale insegnamento degli stilnovisti. Ma in tale quadro, qual è il significato dell'altro ineliminabile personaggio scenico, la crudeltà?

La crudeltà è l'altro della mitezza. In quanto altro, la presuppone e la fonda. Parlare di Sade significa far parlare l'altro ineliminabile dell'amore, essendo la crudeltà la metafora, per eccellenza, sadiana. Inizieremo il nostro discorso con la constatazione preliminare che crudeltà è non tanto un contenuto di scrittura, quanto piuttosto la cifra della scrittura sadiana: colui che scrive è un uomo che subisce crudeltà e fa sogni crudeli. Chi può amare i sogni di un prigioniero, se non condividendone l'atroce prigionia? Sade è, in effetti, l'immagine emblematica del prigioniero. Paradossalmente, in tutta la sua opera non ha fatto altro che descrivere quanto passivamente subito: rinchiuso alla Bastiglia, a Bicêtre, a Charenton, sogna luoghi di reclusione per le sue vittime. Imprigionato in un fantasma mortale, auspica deliranti rituali di morte per vittime immaginarie.

Ma il rapporto fra le due prigionie — quella fisica e quella interiore — deve concedere priorità alla seconda: la prigionia fisica, cui pur tenterà disperatamente di sfuggire, è una coatta esteriorizzazione della prigionia interna, la prigionia del fantasma.

Il fantasma personale giunge al territorio psichico che nutre, ad un tempo, il mito così come l'utopia. Ma perché questo avvenga bisogna che la dominante di coatta solitudine, che offre al fantasma quel carattere di iperrealtà, si assoggetti al taglio del reale, diventando realtà psichica.

[This is a summary or excerpt from the full text of the book or article. The full text of the document is available to subscribers.]

Copyright © 2020, Psychoanalytic Electronic Publishing, ISSN 2472-6982 Customer Service | Help | FAQ | Download PEP Bibliography | Report a Data Error | About

WARNING! This text is printed for personal use. It is copyright to the journal in which it originally appeared. It is illegal to redistribute it in any form.