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Elia, C. (1985). LA PSICOTERAPIA INDIVIDUALE DELLA SCHIZOFRENIA: RIFLESSIONI SULLA STRUTTURA DELLA TEORIA E DEL RAPPORTO TERAPEUTICO. Psicoter. Sci. Um., 19(4):59-75.

(1985). Psicoterapia e Scienze Umane, 19(4):59-75

LA PSICOTERAPIA INDIVIDUALE DELLA SCHIZOFRENIA: RIFLESSIONI SULLA STRUTTURA DELLA TEORIA E DEL RAPPORTO TERAPEUTICO

Ciro Elia

Questa relazione vuole cercare di inquadrare nella prima parte il modello teorico-clinico di Benedetti e la filosofia che vi è sottesa, soprattutto in relazione e confronto con la psicoanalisi freudiana: si tratta di un tentativo di lettura epistemologica della teoria della «tecnica» di Benedetti, che vada al di là delle ormai ovvie differenziazioni rispetto alle formulazioni freudiane che lo schizofrenico sia incapace di transfert e che abbia perso anche nell'inconscio la capacità di investire rappresentazioni oggettuali. Nella seconda parte toccherò i punti nodali del rapporto e del processo terapeutico.

La teoria: Benedetti e la psicoanalisi

La prima domanda che mi sono posto è la seguente: in che rapporto sta la concettualizzazione di Benedetti con la psicoanalisi freudiana? Cioè, ne rappresenta uno sviluppo? E se è così, in che cosa converge con essa e in che cosa se ne allontana? La mia convinzione è che la teorizzazione di Benedetti pur rifacendosi nella sua originale complessità a molti autori che si sono occupati di schizofrenia da diverse angolazioni cliniche e teoriche (ricorderò soltanto la psicologia junghiana, la fenomenologia di Biswanger, le formulazioni kleiniane sulle difese primitive e l'approccio di Rosenfeld, le teorie della patologia della comunicazione di Bateson, Lidz, Wynne, ecc.) si ponga ad un tempo come sviluppo e come rivoluzione del pensiero freudiano, soprattutto della sua ultima parte denominata psicologia dell'Io o recentemente psicologia psicoanalitica dello sviluppo.

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