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Freni, S. Basile, R. Brambilla, S. Buccio, M. Lingiardi, V. Melorio, T. (1988). IMPLICAZIONI PSICOTERAPEUTICHE IN PSICOFARMACOLOGIA CLINICA: DALLA PRESCRITTIVITÀ ALL'ALLEANZA TERAPEUTICA. Psicoter. Sci. Um., 22(4):106-120.

(1988). Psicoterapia e Scienze Umane, 22(4):106-120

IMPLICAZIONI PSICOTERAPEUTICHE IN PSICOFARMACOLOGIA CLINICA: DALLA PRESCRITTIVITÀ ALL'ALLEANZA TERAPEUTICA

S. Freni , R. Basile, S. Brambilla, M. Buccio, V. Lingiardi e T. Melorio

Se consideriamo l'impressionante diffusione dell'abuso e cattivo uso di sostanza farmacologiche (in particolare psicofarmaci) dovremmo conve-nire che la scienza e l'arte della terapia sono fallite in uno dei loro fondamenti, compendiato dall'asserzione di Balint (1957) secondo cui «quando un medico prescrive un farmaco prescrive se stesso»; in tal senso l'immagine del prescrittore emergente dalla ricetta è quella di un Sé-medico deteriorato e malamente usato. Forse la mercificazione del farmaco e la sua imposizione sul mercato come bene di consumo contribuiscono a svuotare di significato simbolico relazionale l'atto della prescrizione mortificandone quell'alone magico rituale originario (che però permane nella fantasia inconscia di chi cerca il farmaco, orientandolo verso scelte di farmacoterapie alternative). Si di è fatto creata una scissione sempre più netta tra l'azione prescrittiva del farmaco e la parola medica che ne significa il senso e dà direzione alla cura.

In psicofarmacologia tale fenomeno è, a nostro avviso, vistosamente preoccupante, specialmente se pensiamo che sono stati gli psichiatri a sensibilizzare il campo medico generale rispetto ai problemi psicologici insiti nella relazione medico-farmaco-paziente. Nell'esportare l'arte relazionale della psicologia medica ai loro colleghi internisti, gli psichiatri, infatti, si sono non di rado dimostrati severi censori delle disattenzioni, frettolosità, bugie, collusioni, che minano in modo più o meno mascherato un corretto rapporto del curante con il suo paziente. L'atto della prescrizione farmacologia evidente e tangibile, sembra esaurire in sé tutto il valore terapeutico della relazione e spesso copre ed esaurisce ogni dubbio e perplessità.

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