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Taidelli, G. (1991). Interventi. Psicoter. Sci. Um., 25(3):122-126.
  

(1991). Psicoterapia e Scienze Umane, 25(3):122-126

Interventi

Guido Taidelli

Mi sembra possa essere interessante rileggere il caso descritto da Franco Del Corno facendo attenzione a ciò che, per così dire, appare in filigrana o sullo sfondo: la modalità con cui lo psichiatra svolge il suo compito ed il tipo di rapporto che egli instaura e sviluppa con lo psicoterapeuta. Mi soffermerò su alcuni passaggi significativi della condotta dei curanti e cercherò di illustrare quali ne siano state le determinanti e le conseguenze. Infine esporrò alcuni punti di riflessione sul problema — vastissimo — delle terapie combinate in psichiatria.

L'entrata in scena dello psicologo permette già di fare alcune osservazioni: il suo intervento, di carattere diagnostico sulla struttura di personalità, viene infatti richiesto appena tre giorni dopo l'ingresso della paziente. Ciò sta a significare l'interesse dello psichiatra ad un approfondimento psicologico precoce e, soprattutto, la convinzione sua e dello psicologo di poterlo svolgere contemporaneamente a quello clinico senza interferenze reciproche, per giungere ad una diagnosi condivisa. Si deve notare inoltre che lo psicologo non appare come un consulente occasionale ma piuttosto come una presenza abituale nell'équipe curante di reparto, al punto che partecipa anche ad attività strutturate come il «giro». Questo fatto, ovviamente non casuale, rappresenta un interesse preciso dello psicologo a seguire da vicino l'attività clinica, vista come complemento della propria.

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