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(1992). Sigmund Freud, «Querido amigo…». Lettere della giovinezza a Eduard Silberstein, 1871-1881. A cura di Marco Conci. Traduzione di G. Quattrocchi. Torino: Bollati Boringhieri, 1991, pp. 203, lit. 42.000 (tit. or.: Jugendbriefe an Eduard Silberstein, 1871-1881. Frankfurt: Fischer, 1989).. Psicoter. Sci. Um., 26(1):149.

(1992). Psicoterapia e Scienze Umane, 26(1):149

Sigmund Freud, «Querido amigo…». Lettere della giovinezza a Eduard Silberstein, 1871-1881. A cura di Marco Conci. Traduzione di G. Quattrocchi. Torino: Bollati Boringhieri, 1991, pp. 203, lit. 42.000 (tit. or.: Jugendbriefe an Eduard Silberstein, 1871-1881. Frankfurt: Fischer, 1989).

Portate alla luce dallo studioso rumeno Heinz Stanescu nel 1965, ed ampiamente utilizzate da R.W. Clark (1980) e P. Gay (1988) nelle loro biografie di Freud, queste 75 lettere al compagno di scuola E. Silberstein (1857-1925), ebreo rumeno venuto a studiare a Vienna, ci consentono finalmente di conoscere da vicino il mondo di Freud adolescente, che fino ad ora solo le 12 lettere scritte ad Emil Fluss (pubblicate a cura del figlio Ernst nel 1969) ci avevano permesso di accostare. Si tratta dell'affascinante mondo dell'Academia Castellana, di cui Freud aveva riferito alla fidanzata Martha in una lettera del 1884: l'incontro con il Don Quijote di Cervantes stimola i due amici a studiare lo spagnolo, e ad utilizzarlo in questa loro corrispondenza, in cui il fondatore della psicoanalisi, che si firma Tu fidel Cipion, si rivolge all'amico con Querido Berganza. È così che non solo troviamo Freud alle prese con il suo primo amore, Gisela Fluss, che S. Bernfeld (vedi Per una biografia di Freud, 1991) ancora nel 1946 aveva sospettato essere al centro del saggio del 1899 Ricordi di copertura, ma possiamo seguirlo anche nella sua travagliata scelta universitaria, nel suo ravvicinato confronto, su teismo e ateismo, con il filosofo Brentano (su cui finalmente si può fare chiarezza!), nella sua grande passione per la letteratura classica e contemporanea, nel suo impegno politico nell'ambito della lega degli studenti, e nei suoi primi viaggi, Freiberg 1872, Manchester 1875, e Trieste 1876 (vedi l'articolo di M. Conci su Psicoter. sc. um., 4/1990). Queste vicissitudini non solo confermano definitivamente l'ipotesi di D. Anzieu (1975) sul doppio binario, scientifico e letterario-umanistico, da cui la psicoanalisi ebbe origine, ma consentono anche al curatore dell'edizione italiana (che non solo si è preoccupato di ripercorrere la costruzione della psicoanalisti attraverso i carteggi di Freud, ma anche di corredare le lettere di un vasto apparato di note) di proporre, basandosi sullo stile autoanalitico del giovane Freud, un'ulteriore ipotesi: nella misura in cui l'autoanalisi, sistematicamente sviluppata nel carteggio con Fliess, è all'origine della stessa psicoanalisi, possiamo vedere in queste lettere il nucleo originario della nostra disciplina. Così come è vero che la nostra creatività adulta ha le sue radici nel nostro mondo di adolescenti. (P.M.).

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