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(1992). Margarete Mitscherlich, La donna non aggressiva. Una ricerca psicoanalitica sull'aggressivitĂ  nell'uomo e nella donna. Nota introduttiva di S. Vegetti Finzi. Milano: La Tartaruga edizioni, 1992, pp. 219 (ed. orig.: Die friedfertige Frau. Frankfurt, S. Fischer, 1985) Lit. 28.000.. Psicoter. Sci. Um., 26(3):150.

(1992). Psicoterapia e Scienze Umane, 26(3):150

Margarete Mitscherlich, La donna non aggressiva. Una ricerca psicoanalitica sull'aggressività nell'uomo e nella donna. Nota introduttiva di S. Vegetti Finzi. Milano: La Tartaruga edizioni, 1992, pp. 219 (ed. orig.: Die friedfertige Frau. Frankfurt, S. Fischer, 1985) Lit. 28.000.

Come scrive S. Vegetti Finzi nella nota introduttiva, «l'autrice coniuga in questo libro il sapere dell'inconscio con il movimento delle donne». Il suo scopo è quello di indagare sull'origine, le conseguenze e il destino diverso – socialmente determinato — dell'aggressività nei due sessi per avviare un processo di riflessione nel lettore e non per inventare una nuova ideologia. Rivolgendosi alle donne l'a. le invita a respingere il ruolo di esseri concilianti – socialmente attribuito al sesso femminile. Rivolgendosi alla psicoanalisi l'a. ritiene necessario un cambiamento del paradigma, adottato quasi inconsciamente, che vede una gerarchia nei due sessi. Spetta in particolare alle psicoanaliste, secondo l'a., il compito di mettere in grado le donne di raccontare la propria storia, sottraendosi al paradigma patriarcale. Il libro è composto a mosaico da diverse relazioni tenute in tempi e occasioni diversi (p. es. «Antisemitismo, una patologia maschile» è apparso su Psicoterapia e scienze umane, n. 1, 1986), tutte centrate sulla domanda e la tentata spiegazione psicoanalitica circa l'origine psicosociale dell'aggressività nei due sessi e il suo diverso impiego. La Mitscherlich si propone di stimolare le donne a riflettere sulle proprie forze e capacità di usare in modo utile la loro aggressività altrettanto innata come quella maschile. «Le donne dovrebbero riconoscere che la tendenza a rivolgere l'aggressività contro se stesse e i conseguenti sensi di colpa che le rendono più manipolabili non danneggiano solo loro, ma contribuiscono a tenere in piedi un funesto circolo vizioso basato sui comportamenti aggressivi e sull'idealizzazione degli uomini…». Poco felice la traduzione del titolo tedesco: Die friedfertige Frau dove friedfertig significa «pronta a far pace e compromesso» in senso ironico. Avyei preferito «la donna conciliante». (S.G.)

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