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Tip: To review The Language of Psycho-Analysis…

PEP-Web Tip of the Day

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Beneduce, R. (1992). Valeria Babini (a cura di), Folie à deux. Gli scritti di M. Legrand du Saulle, C. Lasègue, J. Falret, E. Régis, E. Marandon de Montyel. Lanciano: Métis editrice, 1992, pp. 277, Lit. 35.000.. Psicoter. Sci. Um., 26(4):146-148.

(1992). Psicoterapia e Scienze Umane, 26(4):146-148

Valeria Babini (a cura di), Folie à deux. Gli scritti di M. Legrand du Saulle, C. Lasègue, J. Falret, E. Régis, E. Marandon de Montyel. Lanciano: Métis editrice, 1992, pp. 277, Lit. 35.000.

Review by:
Roberto Beneduce

Se sia possibile o meno il «contagio» della follia, che il sano cioè ceda all'argomento del folle, è domanda tanto inconsueta che quasi si esita a porla; si ha quasi l'impressione che gli autori che ne hanno parlato e scritto abbiano sentito il bisogno, per denominare questa eventualità, di un'espressione più rassicurante quale quella di follia comunicata o follia a due. Sono questi infatti i termini che hanno scandito intorno ad un disturbo singolare («casi eccezionali», secondo Lasègue e Falret), i cui molti problemi diagnostici e nosografici trovano piena testimonianza negli scritti raccolti da Valeria Babini.

La psichiatria francese fra il 1871 e il 1882 (il periodo al quale si riferiscono i testi del volume) vive un momento fecondo, a ridosso di quella che Bercherie definisce la sua «età dell'oro». Il termine folie à deux, coniato negli anni in cui si discute appassionatamente del ruolo dell'imitazione nella propagazione del disturbo psichico e le masse cominciano ad essere oggetto di attenzione psicologica e sociologica, viene assunto come tale dalla psichiatria inglese e tedesca e pressappoco nello stesso periodo s'impone ovunque la teoria della dégénérescence. Sarà anche a partire da quest'ultima teoria, il cui asse ruota intorno alla nozione di «trasmissione per via generativa», che la clinica della folie à deux potrà interrogarsi su una continuità inquietante che, mille volte ricacciata, sempre ritorna: quella fra normalità e follia, come ogni altra continuità implicata e portata alla luce proprio in virtù dell'adozione di una tassonomia (Foucault).

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