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Conci, M. (1993). Zvi Lothane, In Defense of Schreber. Soul Murder and Psychiatry. Hillsdale, NJ: The Analytic Press, 1992, pp. 550, $ 45.. Psicoter. Sci. Um., 27(4):142-144.

(1993). Psicoterapia e Scienze Umane, 27(4):142-144

Zvi Lothane, In Defense of Schreber. Soul Murder and Psychiatry. Hillsdale, NJ: The Analytic Press, 1992, pp. 550, $ 45.

Review by:
Marco Conci

Nell'estate 1987, Zvi Lothane - psicoanalista Ipa di New York e docente di psichiatria alla Mount Sinai School of Medicine - si imbattè, nell'ambito di una sua ricerca sul concetto di Sé in Freud, nel caso del Presidente Schreber e - come ci racconta nel primo dei nove capitoli di questo splendido volume di 550 pagine - ne rimase folgorato. Leggendo le Memorie di un malato di nervi - come Freud pur aveva raccomandato di fare - si trovò ben presto «a porre mentalmente domande al protagonista, a entrare nella sua pelle, a pensare i suoi pensieri e a cercare di immaginare cosa dovesse aver significato trovarsi nella sua situazione» (p. 5). Più andava avanti e più si rendeva conto di come «Freud non avesse prestato affatto ascolto a Schreber, ma … avesse proiettato le sue idee su di lui» (p. 6). È così che per i cinque anni seguenti, e probabilmente per molti a venire, i due divennero «compagni inseparabili». In America, dove il libro è uscito nell'autunno 1992, è infatti ormai opinione diffusa che esso valga quale una «globale riformulazione del caso» (Bulletin of the Menninger Clinic, 57:276), e che il suo carattere enciclopedico ne faccia la ripresentazione ideale del più famoso caso psichiatrico, come ha scritto Mortimer Ostow sul n. 2, 1993 di Psychoanalytic Books. Quale è dunque la «formula magica» da Lothane adottata nella sua difesa di Schreber? «Propongo…per usare una frase di Marx, di riporre la piramide sulla sua base» afferma l'autore a proposito del suo approccio. «Schreber infatti non visse primariamente nel mondo “miracolato” degli uomini fatti fugacemente delle sue allucinazioni e dei suoi deliri. Egli fu in primo luogo e soprattutto una persona che visse, amò e soffrì nel mondo reale delle persone, una persona con una professione e un matrimonio, famiglia e amici. I suoi drammi precedettero i suoi sogni» (il corsivo è mio) (p. 8).

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