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Wienand, U. (1996). Eric Rayner, Gli indipendenti nella psicoanalisi britannica. (Ed. orig.: The Independent Mind in British Psychoanalysis. Free Association Books, 1991) Milano: Raffaello Cortina, 1995. Trad, di Patrizia Arfelli, pp. XXIV + 371, Lit. 55.000.. Psicoter. Sci. Um., 30(4):135-137.

(1996). Psicoterapia e Scienze Umane, 30(4):135-137

Eric Rayner, Gli indipendenti nella psicoanalisi britannica. (Ed. orig.: The Independent Mind in British Psychoanalysis. Free Association Books, 1991) Milano: Raffaello Cortina, 1995. Trad, di Patrizia Arfelli, pp. XXIV + 371, Lit. 55.000.

Review by:
Ulrich Wienand

Eric Rayner, membro della società psicoanalitica britannica, si propone con questo volume di «far emergere» ciò che accomuna quegli psicoanalisti della società britannica identificati dapprima come middle group, poi come «indipendenti», fra i quali l'autore annovera anche se stesso. Da un punto di vista storico e sociologico l'origine di questo gruppo sembrava determinata dal conflitto, negli anni della seconda guerra mondiale, fra Melanie Klein e i suoi seguaci da un lato, e Anna Freud e i suoi sostenitori dall'altro: molti membri - anche fondatori - della società non volevano schierarsi da una o dall'altra parte. È significativa in questo senso una lettera di J. Strachey, scritta nell'aprile 1940 a Glover e riportata da Rayner: «Mi sembra che all'origine di tutto questo pasticcio ci sia l'estremismo da entrambe le parti. La mia opinione è che la K. ha dato alcuni contributi molto importanti alla psicoanalisi, ma è assurdo ritenere che a) essi ricoprano l'intera materia, o che b) la loro validità sia assiomatica. D'altro canto…, è altrettanto assurdo che la F. sostenga che la psicoanalisi sia una riserva di caccia di proprietà della famiglia F., e che le idee della K. siano fatalmente sovversive» (p. 21).

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