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Romano, C. (2013). Naomi Wolf, Vagina. Una storia culturale. Trad. di Carla Lazzari. Milano: Mondadori, 2013, pp. 382, € 19,50 (ediz. orig.: Vagina. A New Biography. New York: HarperCollins, 2012). Psicoter. Sci. Um., 47(3):521-524.

(2013). Psicoterapia e Scienze Umane, 47(3):521-524

Naomi Wolf, Vagina. Una storia culturale. Trad. di Carla Lazzari. Milano: Mondadori, 2013, pp. 382, € 19,50 (ediz. orig.: Vagina. A New Biography. New York: HarperCollins, 2012)

Review by:
Cesare Romano

Il sottotitolo dell'edizione italiana di Vagina, “una storia culturale”, induce nel lettore un'aspettativa che verrà in gran parte delusa, poiché in tutta la prima sezione del libro veniamo confrontati con una sequela di dati biologici che riducono la sessualità femminile all'azione di ormoni come l'ossitocina o all'azione del nervo pelvico o del sistema nervoso autonomo. Secondo la Wolf non ci sarebbero donne sessualmente inibite o con maggiore difficoltà di altre a vivere liberamente la propria sessualità, ma solo donne con una innervazione del bacino più povera rispetto ad altre. La prima parte del libro non è altro che una rassegna di dati biologici spesso datati, e un “inno” agli ormoni femminili, un elogio del nervo pelvico che sarebbe il garante della sessualità femminile e dell'autostima della donna e un continuo tributo al “sistema nervoso autonomo” quale mediatore tra vagina e cervello. Addirittura le conseguenze di traumi sessuali come abusi o stupri vengono ricondotte a «disregolazione del sistema nervoso autonomo» (p. 107). Nessuna considerazione per il versante psichico del trauma, poiché lo stupro danneggia irrimediabilmente la fiducia femminile mediata dal nervo pelvico (pp. 99-100).

Il tema ricorrente del legame tra la vagina e il cervello, non essendo sufficientemente sviluppato e chiarito, rischia di avvalorare il vecchio adagio maschilista che la donna pensi con la vagina. Fino a qui la Wolf, anziché presentarsi come femminista, sembra un maschilista che ai vecchi stereotipi culturali ha sovrapposto, senza integrarla, una neoacquisita conoscenza biologica per la quale dimostra un entusiasmo fuori luogo. Sono convinto che se la Wolf avesse letto il vecchio trattato di Wilhelm Fliess, l'amico di Freud, sulla relazione tra il naso e gli organi genitali femminili sarebbe stata sicuramente una convinta seguace della teoria dei riflessi, tale è il fascino che il biologismo esercita su di lei.

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