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Fiorani, M. (2014). Allen Frances, Primo, non curare chi è normale. Contro l'invenzione delle malattie. Trad. di Aglae Pizzone. Torino: Bollati Boringhieri, 2013, pp. 340, € 26,00 (ediz. orig.: Saving Normal: An Insider's Revolt against Out-of-Control Psychiatric Diagnosis, DSM-5, Big Pharma, and the Medicalization of Ordinary Life. New York: William Morrow, 2013). Psicoter. Sci. Um., 48(3):525-528.

(2014). Psicoterapia e Scienze Umane, 48(3):525-528

RECENSIONI

Allen Frances, Primo, non curare chi è normale. Contro l'invenzione delle malattie. Trad. di Aglae Pizzone. Torino: Bollati Boringhieri, 2013, pp. 340, € 26,00 (ediz. orig.: Saving Normal: An Insider's Revolt against Out-of-Control Psychiatric Diagnosis, DSM-5, Big Pharma, and the Medicalization of Ordinary Life. New York: William Morrow, 2013)

Review by:
Matteo Fiorani

In Collaboration with:
Andrea Castiello d'Antonio e Mauro Fornaro

L'immagine di una scienza “forte”, basata sulla certezza del suo inarrestabile progresso, è in discussione da più di un secolo e con un rilevante apporto, fin dalle origini, della psichiatria. Disciplina che sembra ancora, e continuamente, fare i conti con le incertezze identitarie degli esordi, in bilico tra scienze umane e scienze naturali. E che ritorna ciclicamente a confrontarsi con i modelli qualitativi e quantitativi per comprendere e spiegare l'umano, tra individuo e società. Questione con la quale la cultura scientifica e medica europea ha iniziato a fare i conti a partire dall'Ottocento.

Tali aspetti nel dibattito pubblico sono spesso taciuti, strumentalizzati, talvolta idealizzati, molto spesso semplificati. Uno degli ultimi scritti di Giovanni Jervis ha giustamente messo in guardia rispetto a questi rischi: le vicende psichiatriche non sono riducibili a un rigido scontro tra «una tradizione romantica, al limite irrazionalista, nebulosamente sentimentale e (…) una tradizione classicamente razionalistica e oggettivista» (Complessità e ricerca in cinquant'anni di psichiatria in Italia. Epidemiologia e psichiatria sociale, 2/2007, p. 140). Senza infatti l'affermarsi del metodo scientifico nell'ambito delle scienze umane non sarebbe stato possibile il rinnovamento psichiatrico in occidente — e in particolare in Italia, dove in molti casi, dagli anni 1970, ha assunto intenzioni rivoluzionarie — a partire dal secondo dopoguerra.

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