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Giacanelli, F. (2015). Il perché e il come del grande movimento antimanicomiale. Psicoter. Sci. Um., 49(1):109-117.

(2015). Psicoterapia e Scienze Umane, 49(1):109-117

Il perché e il come del grande movimento antimanicomiale

Ferruccio Giacanelli

1

La cadenza temporale del trentesimo anniversario dall'emanazione della Legge 180 del 1978 ha visto in tutta Italia un fiorire di iniziative le più disparate a volte con il sapore della pura “celebrazione”, in altri casi colorite dal ricordo un po' nostalgico di un periodo felice, eccitante, denso di libertà di nuove scoperte. Pure, la “180” rimane un successo o una vittoria in qualche misura parziale: i suoi detrattori che protestarono all'epoca della sua emanazione non hanno certo ceduto le armi, e ancora oggi alimentano le speranze d'una sua modifica radicale secondo le previsioni di alcuni progetti di legge giacenti in Parlamento.

Pochissimi giorni or sono mi è capitato di ascoltare - nel corso d'una trasmissione radiofonica notturna di tipo giornalistico di Rai 1 - una lunga serie di lamentele contro la Legge 180 da parte d'una signora che a un certo punto ha riferito dell'esistenza, a Milano, d'una “Associazione delle vittime della 180”.

Se poi si osservano da vicino queste critiche alla 180, non sfugge ciò che hanno in comune: si lamenta la mancanza di un intervento tempestivo o immediato - quasi dovesse esserci, nella nostra organizzazione sanitaria, una sorta di “118 della psichiatria” - ogni volta che in una famiglia affiori una conflittualità penosa per la presenza di un componente sofferente di “malattia mentale”; si lamenta, nel caso si sia provveduto a un ricovero nel reparto ospedaliero, che il ricovero stesso sia sempre troppo breve e che il paziente non venga trattenuto e “curato” più a lungo.

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