Customer Service | Help | FAQ | PEP-Easy | Report a Data Error | About
:
Login
Tip: To refine your search with the author’s first initial…

PEP-Web Tip of the Day

If you get a large number of results after searching for an article by a specific author, you can refine your search by adding the author’s first initial. For example, try writing “Freud, S.” in the Author box of the Search Tool.

For the complete list of tips, see PEP-Web Tips on the PEP-Web support page.

Mancini, A. (2015). Ciro Tarantino & Alessandra M. Straniero, La bella e la bestia. Il tipo umano nell'antropologia liberale. Sesto San Giovanni (MI): Mimesis, 2014, pp. 143, € 14,00. Psicoter. Sci. Um., 49(1):155-158.

(2015). Psicoterapia e Scienze Umane, 49(1):155-158

Ciro Tarantino & Alessandra M. Straniero, La bella e la bestia. Il tipo umano nell'antropologia liberale. Sesto San Giovanni (MI): Mimesis, 2014, pp. 143, € 14,00

Review by:
Antonella Mancini

Ardito e originale, questo piccolo libro - poco più delle dimensioni di un pamphlet - è una sfida al lettore, sollecitato fin dalle prime righe a riflettere per tenere il passo con ragionamenti dagli insospettabili intrecci fra percorsi storici e antropologici, politici e sociali, etici e filosofici. Gli Autori provengono dalla sociologia: sociologo Tarantino, ricercatrice in Scienze della Comunicazione la Straniero. Il tema centrale del libro è la costituzione del “tipo umano predominante” nell'Italia liberale e post, cioè all'incirca dall'Unità a oggi. L'accezione del concetto di “tipo umano predominante” è quella weberiana secondo cui dalla realtà storico-sociale emergerebbero i tratti che contribuiscono alla costruzione del tipo ideale (Idealtypus) per quella società, all'edificazione del suo canone di “normalità”.

Perché mai il rimando alla fiaba de La bella e la bestia, presente già dal titolo (volutamente) suggestivo e (impropriamente) sbarazzino? La risposta sta nella logica che accomuna tutte le fiabe, viste come «luogo simbolico di rappresentazione di processi sociali di antropo-poiesi» (p. 16), e come «trasposizione fantastica di una tensione sociale concreta, per la quale [la fiaba] offre strumenti di comprensione e controllo» (p. 17). In questa chiave la morale specifica de La bella e la bestia «istituisce e lavora il confine tra il bello e il brutto (…), tra il buono e il cattivo» ((p.

[This is a summary or excerpt from the full text of the book or article. The full text of the document is available to subscribers.]

Copyright © 2019, Psychoanalytic Electronic Publishing, ISSN 2472-6982 Customer Service | Help | FAQ | Download PEP Bibliography | Report a Data Error | About

WARNING! This text is printed for personal use. It is copyright to the journal in which it originally appeared. It is illegal to redistribute it in any form.