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Armando, L.A. (2015). Recensioni: Elisabeth Roudinesco, Sigmund Freud en son temps et dans le nôtre. Paris: Seuil, 2014, pp. 589, € 25,00. Psicoter. Sci. Um., 49(2):319-323.

(2015). Psicoterapia e Scienze Umane, 49(2):319-323

Recensioni: Elisabeth Roudinesco, Sigmund Freud en son temps et dans le nôtre. Paris: Seuil, 2014, pp. 589, € 25,00

Review by:
Luigi Antonello Armando

1.   Partendo da un contesto familiare nel quale l'appartenenza a una minoranza et-nico-religiosa si fondeva con quella all'élite intellettuale francese, Elisabeth Roudinesco ha compiuto un percorso ricco di interessi, incontri, esperienze e realizzazioni, diventando una delle figure oggi più rappresentative della psicoanalisi e della cultura d'oltralpe. Dopo avere nel 1966-67 lavorato come insegnante in Algeria, ha intrapreso un'analisi con Octave Mannoni entrando a fare parte dell'École Freudienne de Paris, della quale è stata membro di spicco senza lasciarsi condizionare dall'ortodossia laca-niana, come si evince dai suoi tre libri su Lacan (Jacques Lacan: profilo di una vita, storia di un sistema di pensiero [1993]. Milano: Raffaello Cortina, 1995; Lacan, envers et contre tous. Paris: Seuil, 2011; Jacques Lacan, passé présent [con A. Badiou]. Paris: Seuil, 2012). Ne era impedita dall'ampiezza del suo orizzonte culturale nutrito dal rapporto diretto con personaggi come Butor, Todorov, Deleuze, Foucault e de Certeau, e aperto alla letteratura, alla sociologia, alla storiografia, all'antropologia.

Sostenuta da questo percorso, e avendo già all'attivo importanti lavori sulla storia della psicoanalisi, ha pubblicato nel 2014 la biografia di Freud qui recensita. Essa si conclude con un brano autobiografico, che permette di riconoscere le motivazioni che l'hanno portata a scriverla. Nell'“Epilogo” racconta l'emozione provata visitando a Londra il crematorio di Golden Green che, situato di fronte all'omonimo cimitero ebraico, accoglie l'urna delle ceneri di Freud fatta oggetto, nel dicembre del 2013, di un atto vandalico: «Contemplando questo luogo devastato (…) non potei impedirmi di pensare che questa profanazione (…) significava che Freud, 65 anni dopo la sua morte, disturbava ancora la coscienza occidentale (…).

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