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Mancini, A. (2015). Luigi Cavallaro, Giurisprudenza. Politiche del desiderio ed economia del godimento nell'Italia contemporanea. Macerata: Quodlibet, 2015, pp. 198, € 18,00. Psicoter. Sci. Um., 49(3):504-506.

(2015). Psicoterapia e Scienze Umane, 49(3):504-506

Luigi Cavallaro, Giurisprudenza. Politiche del desiderio ed economia del godimento nell'Italia contemporanea. Macerata: Quodlibet, 2015, pp. 198, € 18,00

Review by:
Antonella Mancini

Chi non si è trovato almeno una volta coinvolto, suo malgrado, in una vivace quanto sterile discussione sui cambiamenti “epocali” degli ultimissimi decenni, sulle loro cause, sulle conseguenze e su come districarsene? Domande destinate per lo più a restare senza risposta o ad averne di frettolose e di prassi, giusto per mettere a tacere il senso di impotenza e la coscienza. Ed è proprio in questo incrocio fra domande impossibili e risposte risibili che si colloca il libro di Luigi Cavallaro, da poco uscito per i tipi della Quodlibet, con un titolo secco e lapidario, Giurisprudenza, cui fa seguito un sottotitolo seducente e suggestivo, Politiche del desiderio ed economia del godimento nell'Italia contemporanea: una promessa, già dall'enunciazione, di contraddizioni, paradossi e, forse, sgradevolezze.

Ci si può chiedere cosa c'entrino questi temi con una rivista di specchiata tradizione psicoanalitica come Psicoterapia e Scienze Umane, e come si leghino fra loro e col resto. Si tratta infatti di un libro che affronta prevalentemente temi di economia politica (sic), scritto da un magistrato siciliano, dunque da una persona di legge (sic), la quale esordisce con la descrizione di un dipinto, tanto imbarazzante quanto scandaloso, distrutto da un provvidenziale incendio nel 1945. Il dipinto, di Gustav Klimt, avrebbe dovuto completare la trilogia commissionata all'artista dall'Università di Vienna e portava proprio il titolo di “Giurisprudenza”: un'acuta e inquietante prefigurazione - secondo Cavallaro - del «crepuscolo berlusconiano» (p.

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