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Castiello d'Antonio, A. (2015). Schede: Salvador Minuchin, Michael D. Reiter & Charmaine Borda, L'arte della terapia della famiglia. Trad. di Gabriele Noferi. Roma: Astrolabio, 2014, pp. 272, € 25,00 (ediz. orig.: The Art of Family Therapy. Challenging and Certainties. New York: Routledge, 2013). Psicoter. Sci. Um., 49(3):507-508.

(2015). Psicoterapia e Scienze Umane, 49(3):507-508

SCHEDE

Schede: Salvador Minuchin, Michael D. Reiter & Charmaine Borda, L'arte della terapia della famiglia. Trad. di Gabriele Noferi. Roma: Astrolabio, 2014, pp. 272, € 25,00 (ediz. orig.: The Art of Family Therapy. Challenging and Certainties. New York: Routledge, 2013)

Review by:
Andrea Castiello d'Antonio

Il lettore sarà stupito dal carattere “pratico” di questo testo. Quasi tutti i capitoli, introducendo il tema affrontato nello specifico, pongono la domanda “come fare” e a questa domanda danno risposte. Le risposte sono a loro volta declinate per mezzo di resoconti di sedute psicoterapeutiche. Vediamone subito un esempio: il secondo capitolo tratta della necessità di contestare l'idea che vi sia “un” problema nella famiglia e che tale problema sia incarnato da “un” componente del nucleo familiare. Questo è il modo in cui la famiglia generalmente si presenta alla prima seduta, con una sorta di visione codificata del problema e di “diagnosi già fatta”, in base alle quali si chiede al terapeuta di occuparsi del membro problematico del nucleo familiare: come se la famiglia in quanto tale dovesse assolutamente rimanerne al di fuori, perché “sana”. Si tratta allora di lavorare sulla rappresentazione del paziente designato, del portatore del sintomo ma, appunto, in che modo? Non è facile iniziare una seduta con la famiglia avendo l'obiettivo di aprire la comunicazione e instaurare un rapporto di fiducia e, nello stesso tempo, criticare una certezza diffusa e consolidata, in sostanza affermando che la famiglia “sbaglia” a vedere la questioni in certi termini. È dunque illustrata una modalità di entrare nella famiglia (dalla porta di accesso, cioè dai sintomi manifesti) scardinando la visione individualistica e aprendo la visione sistemica per mezzo di una seduta iniziale con una famiglia di una ragazza anoressica.

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