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d'Antonio, A.C. (2019). Vittorio Lingiardi, Diagnosi e destino. Torino: Einaudi, 2018, pp. XVI+129, € 12,00. Psicoter. Sci. Um., 53(1):185-186.

(2019). Psicoterapia e Scienze Umane, 53(1):185-186

Vittorio Lingiardi, Diagnosi e destino. Torino: Einaudi, 2018, pp. XVI+129, € 12,00

Review by:
Andrea Castiello d'Antonio

Che cosa è la diagnosi? Come, quando e perché si riceve una diagnosi, e da chi? Può una diagnosi cambiare il sentimento di sé di una persona, modificare in maniera anche sostanziale il modo di vedere se stessi e gli altri e, in definitiva, di vedere e sentire il mondo? L'Autore prende in esame un atto apparentemente semplice e quasi naturale (tutti riceviamo una diagnosi in un momento o in un altro della nostra vita) e tutti si aspettano di fronte a certe figure professionali - il medico, ad esempio - di ricevere una diagnosi: un'informazione che porta con sé una quantità di aspetti e che è a sua volta inserita almeno nella complessità della relazione tra professionista-diagnosta (medico, psichiatra, psicologo) e cliente-paziente.

Nel processo della diagnosi come in quello della terapia si condensa l'essenza stessa dell'atto del prendersi cura dell'altro per mezzo di un'operazione di conoscenza e di interpretazione che è, al contempo, un conoscere-attraverso e un conoscere-verso. E nel discorso sulla diagnosi non può mancare un approfondimento sul colloquio di assessment psicologico o psichiatrico, sulla intake interview, quell'atto interpersonale in cui si prende contatto con una persona fino a poco prima sconosciuta che, giunti al termine del processo di interazione, dovrà essere in qualche modo e misura conosciuta, almeno secondo determinati parametri. Si pensi che in medicina «il tempo a disposizione per una visita (…) può arrivare a meno di dieci minuti» (p.

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