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Maschietto, S. (2019). Intervento sul caso Anna. Psicoter. Sci. Um., 53(4):666.

(2019). Psicoterapia e Scienze Umane, 53(4):666

Intervento sul caso Anna

Simone Maschietto

Ringrazio Giorgio Meneguz per il suo commento. La modalità transferale esasperata di Anna non aveva esclusivamente una finalità seduttiva. Anna era regredita a una fase in cui il rischio di morte e la solitudine la facevano sentire appesa a un filo. La paziente era inoltre congelata nella capacità di amare e di essere amata. Esprimeva anche verbalmente la vergogna e la fragilità legate all'abbandono e il suo bisogno di difendersi in modo onnipotente.

Queste considerazioni mi hanno fatto scegliere una direzione tecnica ben precisa: dare ad Anna l'esperienza di una simbiosi focale (si veda l'Intervista a Giovanni Carlo Zapparoli del 18 novembre 2008, pubblicata sul sito della Società Psicoanalitica Italiana: www.spiweb.it/libri/con-autore/intervista-a-giovanni-carlo-zapparoli), un'area simbiotica, cioè, limitata ad alcuni aspetti, che lasciasse libera dalla simbiosi un'altra area in cui la paziente potesse funzionare autonomamente. Tale area simbiotica di “reciproca vulnerabilità affettiva” poteva rispecchiare la nostra fragilità umana, da considerare non come una minaccia, ma come l'occasione per la nascita di un Sé capace di vivere intensamente gli affetti per poi poterli modulare e integrare. Ho dunque scelto, riprendendo le parole di Meneguz, di fare il «mammo» (n. 4/2019, p. 665, corsivo nell'originale), facendo ricorso anche alla mia personale esperienza parentale (di figlio e di padre).

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