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Freud, S. (1955). Lutto e malinconia. Rivista Psicoanal., 1(3):3-15.

(1955). Rivista di Psicoanalisi, 1(3):3-15

ARTICOLI

Lutto e malinconia

Sigmund Freud

Dopo che il sogno ci è servito quale modello comune ai disturbi mentali narcisistici, vogliamo tentare di portar luce nell'essenza della malinconia confrontandola col lutto, affetto normale ad essa parallelo.

Questa volta dobbiamo però anticipare una confessione che ci eviterà di attribuire eccessivo valore ai nostri risultati. La malinconia, il cui concetto non è stato ancora fissato in modo ben determinato neppure nella psichiatria descrittiva, presenta diverse forme cliniche che non si sono ancora potute riunire in unità, alcune delle quali richiamano alla mente affezioni somatiche, altre psicogene. Oltre alle impressioni di accezione comune ad ogni osservatore, il nostro materiale si limita ad un piccolo numero di casi la cui natura psicogenetica non presenta dubbio.

Così rinunciamo a-priori alla pretesa di una validità generale dei risultati ottenuti consolandoci con la considerazione che coi nostri attuali mezzi di ricerca possiamo scoprire qualche cosa che se non per l'intera classe sia tipica almeno per un piccolo gruppo di affezioni. Il porre sullo stesso piano malinconia e lutto è giustificato dal quadro sintomatico complessivo di ambedue le condizioni . In quei casi in cui possiamo mettere in evidenza le cause che le hanno motivate, troviamo pure queste coincidenti. Il lutto è in genere la reazione alla perdita di una persona cara oppure di un oggetto astratto (come patria, libertà, ideale, ecc.) equivalente. Sotto tale influenza, in certe persone, alle quali noi attribuiamo perciò una predisposizione morbosa, compare invece del lutto una malinconia. Però non ci passa neppure per la mente di considerare il lutto come una condizione patologica ed inviare il soggetto che ne è afflitto al medico per il suo trattamento sebbene tale stato comporti gravi deviazioni dal normale comportamento di vita. Noi confidiamo che il lutto dopo un certo periodo di tempo verrà superato e riteniamo inutile anzi dannoso turbare tale evoluzione.

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