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Emanuele, V. (1956). Il divieto di superare il padre nella paura degli esami. Rivista Psicoanal., 2(3):211-222.
   

(1956). Rivista di Psicoanalisi, 2(3):211-222

Il divieto di superare il padre nella paura degli esami

V. Emanuele

La paura degli esami è un sintomo tra i più comuni, nel quale si esprimono inibizioni inconsce di impulsi rimossi che trovano sollecitazioni e possibilità proiettive nel fatto stesso di dover subire un esame. La candidatura alla promozione è normalmente avvertita dall'Inconscio come un passo verso la emancipazione; ed allorché la emancipazione incontra l'opposizione interiore del Super Io per le implicazioni aggressive del complesso edipico non risolto, è di tutta evidenza il meccanismo psichico che conduce alla fobia dell'esame. Questa interpretazione non esaurisce, ovviamente, la patogenesi del sintomo alla cui strutturazione possono concorrere difese reattive contro componenti esibizionistiche ed omosessuali. Ma la determinante irrazionale della fuga davanti all'esaminatore, della incapacità di rispondere alle sue domande e gli stati di transitoria amnesia, fanno capo, nei casi più frequenti, alla paura inconscia del candidato di fronte alla propria aggressività contro l'esaminatore. L'esame, su un piano analitico, assume allora il carattere più chiaramente competitivo col Padre, nei cui confronti la promozione diventa una vittoria che il nevrotico non è in grado di pagare.

Tali rilievi rientrano nello schema delle fobie in genere. Un aspetto particolare del problema è quello della renitenza del candidato all'esame per paura della promozione, che non sempre è facile discriminare dalla impostazione fobica di fronte all'esame.

Il candidato renitente non teme la situazione d'esame: la presenza del professore può essergli del tutto indifferente, non risponde all'appello angosciato e tremante; ma evita di subire la prova per non correre il rischio di essere promosso; il conflitto sorge a livello della promozione.

Questa paradossale aspirazione all'insuccesso non è avvertita dal paziente sul piano cosciente, sul quale, anzi, egli lavora spesso faticosamente per realizzare una preparazione che sente sempre inadeguata alle esigenze pratiche. Gli accorgimenti che questo tipo di candidato impiega per razionalizzare il suo disagio presentano notevole interesse scientifico e possono essere materia di grande utilità per la pratica terapeutica.

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