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Morra, M. (1962). Il problema delle fantasie sadiche nell'isteria. Rivista Psicoanal., 8(3):177-194.
    

(1962). Rivista di Psicoanalisi, 8(3):177-194

Il problema delle fantasie sadiche nell'isteria

Mauro Morra

Nell'Introduzione allo studio della psicoanalisi, a pag. 255 dell'edizione italiana, Freud afferma:

“Ora nell'isterismo esiste bensì una regressione della libido ai primi obbiettivi sessuali incestuosi, e ciò regolarmente, ma la regressione dell'organizzazione sessuale ad un gradino anteriore manca quasi totalmente… L'unione degli istinti parziali sotto il primato dei genitali è raggiunta, ma i suoi risultati incontrano la resistenza del sistema preconscio che è connesso alla coscienza. L'organizzazione genitale vale dunque per l'inconscio, ma non altrettanto per il preconscio, e questo rifiuto da parte del preconscio porta ad uno stato che ha una certa somiglianza con la fase anteriore al primato dei genitali. Si tratta però di una cosa del tutto diversa.”

Questa affermazione freudiana, chiarissima nella sua complessità e concisione, sembra aver dato il tono a tutto un modo di considerare teoricamente l'isteria, e di trattarla terapeuticamente sia nella pratica psicanalitica che psichiatrica. Eppure il trattamento psicanalitico dell'isteria riserva sempre delle sorprese: quando non succede che il malato passi direttamente all'acting out (ad es. tentativi di suicidio), ci imbattiamo in formazioni quasi-deliranti che ci lasciano stupefatti, oppure in racconti di allucinazioni (o pseudo-allucinazioni? impossibile appurarlo), o ascoltiamo del materiale analitico che sembra aprire, sotto la crosta di una pseudogenitalità, dei baratri impressionanti. Tutto questo mi pare accordarsi poco con l'enunciazione freudiana che “nel meccanismo isterico la parte principale spetta alla rimozione”, quasi che esistesse un complesso edipico ben formato nell'inconscio, e semplicemente trattenuto lì dalle resistenze.

Nella realtà un esame attento della produzione freudiana mostra che anche a proposito dell'isteria Freud ha avuto molte idee, non sempre concordanti, e che a me sembrano talvolta in contraddizione con la semplificazione insita nelle enunciazioni citate.

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