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Green, A. (1964). Interventi. Rivista Psicoanal., 10(3):291-320.
    

(1964). Rivista di Psicoanalisi, 10(3):291-320

Interventi

André Green

Devo precisare che ciò che sto per dire non potrebbe essere definito come una comunicazione né come un intervento. Diciamo piuttosto che ciò risponde al bisogno che sento di rendere omaggio al lavoro, al pensiero e alle preoccupazioni del prof. Fornari.

Su un problema così grave e impegnativo per la parte della comunità psicoanalitica che noi rappresentiamo, si sentiva la mancanza di un vero rapporto: si sentiva la mancanza di un documento che rendesse conto dell'estensione del problema, del modo in cui ne hanno preso visione i sociologi e gli psicoanalisti, di un lavoro che ci mettesse davanti alle nostre responsabilità morali.

C'è un paradosso nella nostra situazione di oggi: tutti sanno che le nostre scelte di fronte alle forze politiche, morali e culturali provocano la nostra reticenza. La psicoanalisi non è una religione e ciò vuol dire che essa non può e non deve appoggiarsi su una religione esistente; la psicoanalisi non è un partito e ciò vuol dire che essa non può infeudarsi ad un partito esistente. Freud nel suo articolo sulla Weltanschauung ci ha ricordato che il solo ideale che ci riconosciamo è quello della scienza come amore della verità. Le scelte politiche e religiose appartengono al mondo privato dello psicoanalista. Diventa tuttavia troppo facile trarsi d'impaccio contemplando il mondo dal punto di vista di Sirio. Scienza senza coscienza… In quanto psicoanalisti noi abbiamo fatto meglio ad adottare la buona coscienza.

Questa buona coscienza noi la troviamo a tutti i livelli del nostro esercizio. Abbiamo talmente presa l'abitudine di svelare le pieghe dell'anima bella di Hegel, che non abbiamo saputo fare altro che opporre a Hegel un pragmatismo che elude il problema dell'etica dello psicoanalista. Abbiamo incontrato questa buona coscienza nel modo in cui viviamo, lavoriamo, riposiamo, proviamo gioia, senza parlare del resto. Meglio: spesso tra psicoanalisti, e Gressot l'ha detto molto chiaramente l'anno scorso, le nostre critiche non risparmiano quelli che con la loro vita privata non corrispondono a standards uguali ai nostri.

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