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Klein, M. (1966). Il nostro mondo adulto e le sue radici nell'infanzia. Rivista Psicoanal., 12(3):283-297.

(1966). Rivista di Psicoanalisi, 12(3):283-297

Il nostro mondo adulto e le sue radici nell'infanzia

Melanie Klein

Esaminando dal punto di vista psicoanalitico il comportamento dell'uomo nel suo ambito sociale è necessario indagare il modo in cui l'individuo si sviluppa dall'infanzia alla età matura. Un gruppo - sia piccolo che grande - consiste di individui in rapporto tra loro per cui la comprensione della personalità è basilare ai fini della comprensione della vita sociale. Nell'esplorare lo sviluppo dell'individuo lo psicoanalista retrocede, a tappe graduali, verso l'infanzia; perciò tratterò per esteso prima di tutto il tema delle tendenze fondamentali del bambino piccolo.

Le diverse manifestazioni di difficoltà nel bambino durante la primissima infanzia - stati di rabbia, mancanza di interesse per il mondo che lo circonda, incapacità a tollerare le frustrazioni e fugaci espressioni di tristezza - in passato non trovavano altra spiegazione se non in termini di fattori fisici. Fino all'epoca delle grandi scoperte di Freud esisteva una tendenza generale a considerare l'infanzia come un periodo di felicità perfetta ed i vari disturbi manifestati dai bambini non venivano presi sul serio. Con il trascorrere del tempo le scoperte di Freud ci hanno aiutato a capire la complessità delle emozioni infantili ed hanno rilevato che i bambini attraversano fasi di gravi conflitti. Ciò ha portato ad una migliore e più profonda comprensione della mente del bambino e del rapporto esistente tra i suoi processi mentali e quelli dell'adulto.

La tecnica di gioco che ho sviluppato nell'analisi di bambini molto piccoli ed altri progressi tecnici risultati dal mio lavoro mi hanno permesso di trarre nuove conclusioni sulle primissime fasi dell'infanzia e sugli strati più profondi dell'inconscio. Tale insight retrospettivo si basa su una delle scoperte fondamentali di Freud, la situazione di transfert, in cui cioè il paziente riproduce nella sua analisi e nel rapporto con lo psicoanalista situazioni ed emozioni remote e, direi perfino, molto remote.

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