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Bick, E. (1984). Ulteriori considerazioni sulle funzioni della pelle nelle prime relazioni oggettuali: integrando i dati dell'“infant observation” con quelli dell'analisi dei bambini e degli adulti. Rivista Psicoanal., 30(3):341-355.

(1984). Rivista di Psicoanalisi, 30(3):341-355

ARTICOLI

Ulteriori considerazioni sulle funzioni della pelle nelle prime relazioni oggettuali: integrando i dati dell'“infant observation” con quelli dell'analisi dei bambini e degli adulti

Esther Bick

Nel 1968 ho presentato un lavoro che si basava su esperienze cliniche e sull'osservazione della prima infanzia, riguardante la funzione primaria della pelle dei neonati e dei loro primi oggetti, in relazione con il più primitivo tenersi insieme di parti della personalità non ancora differenziate da parti del corpo. Nei primi tempi della vita — come risultava evidente dalle mie descrizioni — le parti della personalità non si sentono intrinsecamente tenute insieme e si spandono fuori, a meno che non siano tenute insieme: è questa un'esperienza indistinguibile da quella del corpo che è tenuto insieme dalla pelle. In quel lavoro ho anche avanzato l'ipotesi che, nell'evenienza di uno sviluppo difettoso di questa funzione di contenimento, possano prodursi degli espedienti, nella funzione della pelle, secondari, in

Mai pubblicato, né rielaborato o rivisto da Mrs. Bick, questo testo viene qui riportato integralmente, con indispensabili ritocchi a ripetizioni ed eccedenze del parlato inglese e a pesantezze e rigidità della traduzione italiana, a cura di Pierandrea Lussana.

Nulla di meglio del termine bebè si è trovato per i vocaboli inglesi baby o infant, neonato riferendosi a un periodo più iniziale e breve e bambino, o anche piccolo bambino, a un periodo di vita più lungo.

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