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Maria, A. Accerboni, P. (1984). Il “mito personale” di Umberto Saba tra poesia e psicoanalisi. Rivista Psicoanal., 30(4):546-559.

(1984). Rivista di Psicoanalisi, 30(4):546-559

Il “mito personale” di Umberto Saba tra poesia e psicoanalisi

Anna Maria e Pavanello Accerboni

Nel gennaio del 1955, Edoardo Weiss, in procinto di ritornare per la prima volta a Trieste dopo il suo trasferimento in America, così in una lettera preannuncia a Umberto Saba la sua venuta:

“Caro Saba, verrò a Trieste fra uno o due mesi, perché ho un forte desiderio di rivedere i miei amici e la mia città nativa. Fra le persone che maggiormente desidero rivedere è Lei. Avrei voluto improvvisare la mia inaspettata comparsa in libreria. Ma apprendo che Lei ora è a Gorizia. (…) Spero che questa mia, indirizzata al negozio, Le verrà inoltrata …” .

Weiss e Saba non si vedevano più ormai da molti anni, anche se dal 1949, dopo la tragica parentesi della guerra e delle persecuzioni razziali, avevano riallacciato per lettera i loro rapporti.

La

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