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Setti, A. (1985). Jean Paul Sartre Freud - Una sceneggiatura. A cura di J. B. Pontalis. Einaudi, Torino, 1985, pagg. 350, L. 26.000.. Rivista Psicoanal., 31(4):582-587.
    

(1985). Rivista di Psicoanalisi, 31(4):582-587

Jean Paul Sartre Freud - Una sceneggiatura. A cura di J. B. Pontalis. Einaudi, Torino, 1985, pagg. 350, L. 26.000.

Review by:
Alberto Setti

Nel 1958 il regista americano John Houston incaricò l'intellettuale di maggior spicco del momento, J. P. Sartre, di stendere una sceneggiatura cinematografica per un film su Freud e la nascita della Psicoanalisi. La sceneggiatura non venne utilizzata perché avrebbe comportato un film di circa sette ore, né Sartre riuscì a ridurla poiché un secondo tentativo partorì un lavoro ancor più lungo del precedente. La cosa venne allora affidata nelle mani di “esperti” sceneggiatori hollywoodiani, e il film uscì col titolo: “Freud: passioni segrete”. Non so in America. In Europa non ebbe alcun successo.

Come annota J. B. Pontalis, Sartre si comportò come un amorevole padre che però rifiuta la paternità. Si rifiutò di castrare sadicamente il proprio bambino rendendolo un inoffensivo prodotto d'evasione, ma non riuscì ad esercitare su di esso l'autorità paterna, dandogli un limite, ridimensionandolo, castrandolo simbolicamente in modo che esso potesse combattere la sua battaglia lontano dal padre carnale.

D'altronde si sa quanto poco padre Sartre fosse. Rifiutò sempre l'esperienza matrimoniale, non volle mai figli, spesso oscillò nell'accettare e rifiutare la paternità delle proprie opere, prestava manoscritti che non riceveva più indietro, li perdeva, e nel caso specifico chiuse questa sceneggiatura nel classico cassetto ove rimase fin dopo la sua morte. Del resto era sua opinione che un buon padre non esiste, è il legame di paternità che è marcio, è la funzione. Cercò di spiegarsi questo in un tentativo di autoanalisi-autobiografia (titolo del primo e unico volume: Le parole).

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