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Manfredi, S.T. (1986). Moustapha Safouan Jacques Lacan e il problema della formazione degli analisti Astrolabio, Roma, 1984, pagg. 88, L. 8.000.. Rivista Psicoanal., 32(2):308-312.
    

(1986). Rivista di Psicoanalisi, 32(2):308-312

Moustapha Safouan Jacques Lacan e il problema della formazione degli analisti Astrolabio, Roma, 1984, pagg. 88, L. 8.000.

Review by:
Stefania Turillazzi Manfredi

Moustapha Safouan, traduttore in arabo della Interpretazione dei Sogni, di un capitolo: “Le structuralisme en psychanalyse” dell'opera collettiva: Qu'est-ce que le structuralisme, e dei libri: Études sur l'Oedipe 1974 (Studi sull'Edipo, Garzanti, 1977), La sexualité feminine 1976, Échec du principe de plaisir 1979, e L'incoscient et son scribe 1982, affronta oggi, in un'ottantina di pagine (la brevità è sempre benvenuta), argomenti di grande rilievo per chi ha a cuore il futuro della psicoanalisi (la modificazione del passato non essendo sfortunatamente in nostro potere).

Ma che c'entra Lacan con il problema della formazione degli analisti? L'A., che già lacaneggia fastidiosamente nella sua contorta prosa, sembra volerci far capire che solo con Lacan e con la sua teoria è stato finalmente possibile fare una critica radicale, totale e pertinente dell'istituzione psicoanalitica, soprattutto per quanto concerne il training: gli altri critici essendo, secondo lui, rimasti in tutto o in parte al di qua del problema. In “questo straordinario saggio di uno dei massimi esponenti della scuola di Lacan” (come recita l'“epigrafe” di copertina) vengono fatte osservazioni che, talora, sono abbastanza giuste quanto ovvie e datate (come quando riprendono i temi classici della pluridecennale diatriba sugli effetti devastanti che l'istituzione e il suo funzionamento burocratico avrebbero sulla selezione e formazione degli aspiranti analisti). Basti, per tutti, il problema se sia lecito o no che l'analista personale faccia da supervisore al candidato analista. E Safouan indica anche molte incongruenze e contraddizioni nella regolamentazione dell'istituzione, che sembra dimenticarsi di continuo, secondo lui, di avere a che fare con l'inconscio.

Tutte queste critiche hanno un sapore di déjà vu, e non ci giungono affatto nuove.

Il libricino è suddiviso in una Introduzione e tre capitoletti (“Prima di Lacan”, “Con Lacan”, “Principi minimi per una società di psicoanalisti”). Nel primo di essi si esamina il formarsi, per autoritarismo e inerzia, del Moloch-istituzione, che, manco a dirlo, contraddirebbe alla teoria in favore della quale l'istituzione stessa dichiara di sussistere.

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