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Zanette, M. (1999). Journal of Child Psychotherapy 1998, vol. 24, n. 1-2-3 Routledge, London, pagine 479, £ 40.. Rivista Psicoanal., 45(4):883-887.

(1999). Rivista di Psicoanalisi, 45(4):883-887

Journal of Child Psychotherapy 1998, vol. 24, n. 1-2-3 Routledge, London, pagine 479, £ 40.

Review by:
Mirella Zanette

Recensire una rivista seguendo un tema è un parziale tradimento; permette tuttavia di apprezzare la consistenza del tema e della rivista stessa. “Il lavoro con i genitori” è il tema scelto, presente in quasi tutti i contributi dei primi due numeri del '98. In alcuni, che citeremo, il contributo ha un rilievo specifico.

J. Edwards e J. Maltby (“Holding the child in mind: work with parents and families in a consultation service”) presentano il lavoro in un Centro gestito da una Associazione di volontariato (The Catholic Children's Society), con una chiara etichetta confessionale che, nell'esperienza delle due psicoanaliste, sembra averle talvolta facilitate e talvolta ostacolate, lasciando aperta una domanda: condividere una cultura comporta necessariamente condividere degli scotomi?

Il loro programma, che si ispira al modello “Under 5s” della Tavistock e agli apporti sistemici di J. Byng-Hall, docente alla Tavistock, contempla l'offerta di cinque sedute quindicinali per una consultazione focalizzata e prolungata a sufficienza, così da rispettare il ritmo di impegno e di trasformazione della famiglia e dei singoli membri. Vengono descritte le varie modalità tecniche del referral/assessment, fra cui l'uso del telefono come strumento che, in un primo scambio di informazioni protetto dall'anonimato, può dar vita ad un legame di fiducia. Insieme alle potenzialità trasformative del lavoro, inteso come un miglioramento (più che come una cura) del funzionamento familiare, sono anche sottolineate le implicazioni facilitanti l'eventuale psicoterapia di un figlio. Il quale, infatti, potrà volgersi all'esplorazione del proprio mondo interno, e perciò del proprio personale contributo alle difficoltà in cui viene a trovarsi, libero dal ruolo di capro espiatorio insito nella figura del paziente designato.

Il saggio di D.

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