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Pellizzari, G. (2000). La luminosa oscurità. Fenomenologia clinica della fantasia inconscia, dall'automatismo alla trasformazione. Rivista Psicoanal., 46(3):451-472.

(2000). Rivista di Psicoanalisi, 46(3):451-472

La luminosa oscurità. Fenomenologia clinica della fantasia inconscia, dall'automatismo alla trasformazione

Giuseppe Pellizzari

“Mi sento pieno di rabbia in modo pazzesco!”, esordisce N., un giovane psicologo all' inizio di una seduta durante il suo primo anno di analisi. In effetti è rigido, coi pugni chiusi, quasi tremante sul lettino. “Quella maledetta assistente sociale! Io non so come possa permettersi di trattarmi così. La disfo quella lì!”.

La sua voce è stridula, sgradevole, metallica. “Ma pensi un po'. Ieri era il giorno del mio compleanno e stavo parlando sul mio telefonino con X., la moglie di mio padre (i suoi genitori sono separati), che mi aveva chiamato per farmi gli auguri. A un certo punto si apre la porta della cucina ed entra l'assistente sociale (N. presta servizio come educatore presso una comunità). Io le faccio cenno di aspettare un momento e quella con un gesto di stizza se ne va sbattendo la porta! Lo so che non vorrebbe che tenessi il telefonino acceso mentre sono lì dentro. Ma, primo: anche altri lo fanno; secondo: era il giorno del mio compleanno e aspettavo delle chiamate. Quella lì invece si crede di essere chissà chi e di poter dare ordini a tutti, mentre è solo una morta di fame! Quando mi farò sentire con il responsabile vedrà. Durante l'estate resteremo soli io e lei. Farò tutto il contrario di quello che mi dirà! Vuole la guerra e io la accontenterò con gli interessi! A quella lì gli dà fastidio che io abbia il permesso di lasciare il lavoro per venire in analisi. Pensa che sia un privilegiato. Eppure sa che ho dei problemi. Ma lei se ne frega, vuole comandare. Le darei una sberla da sventrarla!”.

Siamo alle solite, penso con irritazione. Mi aspetto che prosegua, come è già accaduto più volte, per tutta la seduta con la sua filippica inarrestabile.

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