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Langer, L.L. (2002). Il filo della speranza. Rivista Psicoanal., 48(1):193-203.

(2002). Rivista di Psicoanalisi, 48(1):193-203

Il filo della speranza

Lidia Leonelli Langer

Dalla lettura del libro di Luciana Nissim Momigliano, L'ascolto rispettoso. Scritti psicoanalitici, nascono alcuni pensieri che vorrei comunicare. Grande è l'emozione che la lettura suscita in chi ha conosciuto e amato l'Autrice, perché in ogni pagina la incontra e la ritrova, mentre racconta in prima persona con generosità e coraggio, con ironia e spietatezza il suo percorso di pensiero. Il fascino della lettura assomiglia così al fascino dell'ascoltare una storia raccontata da chi l'ha vissuta, l'ha custodita in sé, pensata e distillata per poi comunicarla con la passione che nasce dal desiderio di raggiungere l'interlocutore là dove lui è, per farsi comprendere e per proseguire con lui un dialogo aperto e fruttuoso.

Non c'è nulla di intellettualistico negli scritti qui raccolti, e non c'è neppure compiacimento nel lasciare trasparire il percorso attraverso il quale pensieri e riflessioni sul significato dell'analisi e dell'essere analisti hanno preso forma e vigore, ma l'impressione è che nulla sia lasciato al caso. Luciana Nissim parla con franchezza delle certezze di un tempo, dei dubbi dei viraggi, delle domande e delle risposte; e dalle sue parole risulta chiaro come ogni riflessione sia nata da un continuo scambio vivo e leale con se stessa, con le persone che ha avuto in analisi, con gli allievi in supervisione, con il gruppo dei colleghi, con gli autori letti con curiosità, apertura e capacità critica, con il mondo che gira e che cambia, con la vita che continua a scorrere nonostante tutto.

Ho incontrato così di nuovo la Nissim che in supervisione invitava sempre a stare dalla parte dell'analizzando considerando il suo modo di essere, anche il più sconclusionato, come la risultante in quel dato momento della sua personale lotta per la sopravvivenza psichica.

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