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Baldassarro, A.B. (2002). Riv. Psicoanal. tome LXV, nn. 1-5, 2001 P.U.F., Paris, 1792 pagine. Rivista Psicoanal., 48(3):773-783.

(2002). Rivista di Psicoanalisi, 48(3):773-783

Riv. Psicoanal. tome LXV, nn. 1-5, 2001 P.U.F., Paris, 1792 pagine

Review by:
Andrea B. Baldassarro

Anche l'annata 2001 della Revue, com'è tradizione della rivista, si presenta ricca di contributi originali ed organizzata secondo un principio rigorosamente monotematico per ogni numero: La répression, La séparation, Destins du passé i primi tre, L'oralité il quinto ed ultimo. Il quarto volume, La figurabilité, è dedicato agli atti di un convegno particolarmente interessante sulla “raffigurabilità”, concetto non utilizzato di frequente in psicoanalisi, ma non per questo poco significativo. Sceglieremo allora, con un po' di dispiacere nel dover trascurare gli altri argomenti, comunque interessanti, di concentrare la nostra attenzione su questo tema e su quello di identità e di separazione. Del secondo volume, La séparation, infatti, ci è sembrato di particolare interesse il breve ma significativo saggio di Michel de M'Uzan, “Séparation et identité”, che, riprendendo la prima concettualizzazione freudiana del dualismo pulsionale e facendo riferimento in particolare alla questione dell'autoconservazione, offre una riflessione originale sull'articolazione tra processi separativi e costruzione dell'identità. In effetti il concetto di separazione, esordisce de M'Uzan, non è univoco, in quanto sta ad indicare da un lato l'idea di rottura e di dissociazione, dall'altro quella di differenziazione e di distinzione: viene così messa in gioco, alternativamente, sia la costituzione dell'identità del soggetto che la relazione all'altro. Ma si tratta in ogni modo di un fenomeno essenzialmente intrapsichico: anche se “si parla della separazione dall'oggetto, si tratta di fatto della separazione da una rappresentazione investita o dalla traccia di una percezione”.

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