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Di Chiara, G. (2003). Italo Fontana (2001) Non sulle mie scale Donzelli, Roma, pagine 180, Lire 15.000.. Rivista Psicoanal., 49(1):214-216.

(2003). Rivista di Psicoanalisi, 49(1):214-216

Italo Fontana (2001) Non sulle mie scale Donzelli, Roma, pagine 180, Lire 15.000.

Review by:
Giuseppe Di Chiara

Appena pubblicato questo “Diario di un cittadino alle prese con l'immigrazione clandestina e l'illegalità”, per come recita il sottotitolo, venne recensito dal Corriere della Sera, attirando la mia attenzione, perché si raccontava la vicenda di un medico torinese alle prese con gravi difficoltà esistenziali, nella vita quotidiana sua e della sua famiglia in una via della città che mi parve di riconoscere. Il nome dell'autore e l'ubicazione dell'abitazione mi fecero pensare a Italo Fontana, psicoanalista tra i primi a Torino e a me ben conosciuto. Avuto il libro tra le mani, ne ebbi la conferma: si tratta proprio di Italo Fontana, psicoanalista e, fino a quando ha lavorato, socio della SPI. Il fatto che l'autore del libro sia uno psicoanalista non è senza importanza, anche se la vicenda potrebbe essere quella di un qualsiasi cittadino. La sensibilità osservativa, soprattutto delle reazioni interiori del protagonista, e poi la competenza riflessiva, sono sicuramente acuite e sviluppate in modo particolare in chi per lunghi anni ha affinato l'ascolto e l'esperienza psicoanalitiche.

“Questa è la storia del risalire intelligente e faticoso di una espropriazione del proprio destino e un re-impossessamento della vita, della casa, del quartiere”. Così scrive Furio Colombo nella prefazione al libro, ricca di indicazioni assai significative.

L'Autore ha dunque acquistato e vive in un appartamento di una casa buono-borghese, in una via centrale della città, una casa dove ha anche vissuto Quintino Sella. Solo che le soffitte della casa vengono affittate a dei delinquenti che esercitano lo spaccio di droga, tra la strada e la casa. Si tratta di una banda di spacciatori, un capo con dei gregari, che vivono nella clandestinità, dopo essere entrati illegalmente nel paese. Un gruppo di persone che vive compiendo una serie numerosa di illegalità, dall'uso dei canali di deflusso dell'acqua piovana come condotte fognarie, fino allo spaccio di droghe, l'esercizio di diverse forme di violenza, la minaccia e così via.

È

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