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Conrotto, F. (2003). Giovanni Hautmann (2002) Funzione Analitica e Mente Primitiva Edizioni ETS, Pisa, euro 20,00.. Rivista Psicoanal., 49(1):217-220.

(2003). Rivista di Psicoanalisi, 49(1):217-220

Giovanni Hautmann (2002) Funzione Analitica e Mente Primitiva Edizioni ETS, Pisa, euro 20,00.

Review by:
Francesco Conrotto

Questo volume di G. Hautmann è l'ultimo di una trilogia di cui i primi due sono La psicoanalisi tra arte e biologi a e Il mio debito con Bion, entrambi editi da Borla. Nel loro complesso rappresentano la raccolta dei contributi più significativi che questo psicoanalista italiano ha prodotto in oltre quarant'anni di lavoro e di riflessioni. Forse, non a caso, il primo capitolo di quest'ultimo volume è intitolato “La mia psicoanalisi”. Esso inquadra, direi meglio, situa il suo pensiero nel contesto storico-culturale in cui, nel secondo dopoguerra, la psicoanalisi italiana incominciava ad acquisire una sua fisionomia specifica sviluppandosi a distanza dai grandi centri della psicoanalisi internazionale ma aprendosi agli influssi stranieri, specialmente britannici, soprattutto kleiniani, bioniani e winnicottiani. Nel caso di Hautmann l'influenza di Bion è stata decisamente preminente ma colpisce, oggi, in questi anni di disaffezione se non di abbandono dei classici, la sua rigorosa e approfondita conoscenza di Freud come la si evince ad esempio nel quinto capitolo del libro che riprende la relazione che egli presentò, nel 1978, in occasione del 38° Congresso degli psicoanalisti di lingue romanze. E, d'altro canto, Bion che è l'autore di riferimento principale di Hautmann non viene adottato meccanicamente ma è incessantemente “lavorato” in maniera creativa tanto che non possiamo dire che Hautmann sia bioniano ma che è uno psicoanalista che utilizzando a piene mani Bion è diventato psicoanaliticamente Hautmann.

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