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Rinaldi, L. (2003). Adamo Vergine (a cura di) 2002 Trascrivere l'inconscio. Problemi attuali della clinica e della tecnica psicoanalitica Scritti di Capogrossi Guarna, Cargnelutti, Castiglia, De Renzis, De: Silvestris, Giuffrida, Vergine, Vigneri. Franco Angeli, Milano, 131 pagine, euro 15,00.. Rivista Psicoanal., 49(1):227-230.

(2003). Rivista di Psicoanalisi, 49(1):227-230

Adamo Vergine (a cura di) 2002 Trascrivere l'inconscio. Problemi attuali della clinica e della tecnica psicoanalitica Scritti di Capogrossi Guarna, Cargnelutti, Castiglia, De Renzis, De: Silvestris, Giuffrida, Vergine, Vigneri. Franco Angeli, Milano, 131 pagine, euro 15,00.

Review by:
Luigi Rinaldi

I lavori presenti in questo volume rappresentano, come scrive nell'introduzione Adamo Vergine, un momento ulteriore nell'evoluzione di quei concetti teorico-clinici che ebbero una prima elaborazione nel IV Congresso Nazionale della SPI tenuto a Taormina nel 1980 sul tema della “Relazione Analitica”. Ci si riferisce a quei concetti che, partendo dall'assunto del determinismo fondamentalmente inconscio della relazione e della conseguente impossibilità di distinguere chiaramente quanto determinato dal paziente e quanto dall'analista, hanno condotto a concepire la situazione clinica non più come il luogo d'osservazione oggettiva della sofferenza psichica, ma come quella condizione inevitabilmente soggettiva e necessaria per osservare, attraverso le proprie emozioni, la sofferenza dell'altro. Da questo mutato statuto della relazione analitica deriva la necessità di indagare sull'articolazione tra i livelli primari della mente, i livelli secondari che raccontano l'esperienza psichica profonda e le modalità di trascrizione dall'uno all'altro livello. Tale problema, con le sue difficoltà e possibilità, è affrontato dai diversi autori ed in differenti aspetti della clinica e della teoria.

Incominciamo dal primo contributo al volume, quello di Amalia Giuffrida: “Il racconto clinico: una sfida per gli psicoanalisti?”

Certamente sì, e specialmente ai nostri giorni, allorché una maggiore consapevolezza epistemologica ha fatto perdere la convinzione che l'osservazione clinica rappresenti la prova empirica delle costruzioni teoriche.

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