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Bartolomei, G. (2003). La psicoanalisi e le patologie sociali. A proposito di uno studio di Giuseppe Di Chiara. Rivista Psicoanal., 49(2):353-364.

(2003). Rivista di Psicoanalisi, 49(2):353-364

La psicoanalisi e le patologie sociali. A proposito di uno studio di Giuseppe Di Chiara

Giangaetano Bartolomei

Mi scuso se la prenderò un po' larga, ma spero di riuscire a mostrare l'utilità di questo punto di partenza per discutere, con la serietà che merita l'argomento di questa nota. Un uomo sui trentacinque anni, di estrazione medio borghese, laureato in una facoltà umanistica, sposato e padre di un bambino di cinque anni, racconta questo sogno:

“Ero davanti a un grande schermo del mio computer, sul quale potevo vedere cose che accadevano molto lontano. In quel momento, da quella specie di finestra sul mondo, guardavo il Piccolo Budda o il Dalai Lama, non so, che aveva l'aspetto di un ragazzino sui quindici anni, ma con l'aria di un brutto ceffo. Se ne stava appoggiato con la schiena a un muro, fumando una sigaretta e lanciando tutt'intorno sguardi torvi e diffidenti. In testa portava una specie di coppola sulle ventitré. In realtà, a parte il vestito, coi suoi colori buddisti, sembrava più un giovane camorrista che un monaco. Nello stesso tempo vedevo una bella ragazza nuda, immersa fino alla vita nelle acque limpidissime di un laghetto, che si pettinava, lentamente e con molta grazia, lunghissimi capelli biondo-rossicci di colore tizianesco. A un certo punto (ma, nel sogno, sapevo che la cosa era già accaduta altre volte) toccavo per sbaglio -- spiegherò poi come - un tasto collocato sul lato sinistro della tastiera. E, di colpo, dal video sparivano tutte le immagini; rimaneva solo lo schermo grigio chiaro, sul quale compariva l'icona schematica di una piccola margherita, che voleva dire “realtà” (io questo lo sapevo). Ci rimanevo malissimo e tentavo di ripristinare sullo schermo la situazione precedente, premendo il tasto “Control”, ma non succedeva niente; e io mi svegliavo molto irritato.

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