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Zanette, M. (2003). Journal of Child Psychotherapy vol. 28, nn. 1 e 3, 2002 Routledge, London, pp. 1-109 e 265-407; £ 52. Rivista Psicoanal., 49(2):441-445.

(2003). Rivista di Psicoanalisi, 49(2):441-445

RIVISTE STRANIERE

Journal of Child Psychotherapy vol. 28, nn. 1 e 3, 2002 Routledge, London, pp. 1-109 e 265-407; £ 52

Review by:
Mirella Zanette

Gli editoriali del 1° e del 3° fascicolo (il secondo è rimasto irraggiungibile per disguidi postali) sottolineano lo sviluppo e il consolidamento nella koiné internazionale di concetti teorici clinicamente fondati. Lo dimostrano i contributi sulle patologie dello spettro autistico e sul lavoro terapeutico in contesti diversificati. L'interesse per l'adolescenza è sottolineato, oltre che da tre contributi, dalla proposta editoriale di un prossimo numero monografico dedicato al lavoro con gli adolescenti in setting specifici come le scuole secondarie o l'università.

Ch. Reeves (A necessary conjunction: Dockar-Drysdale and Winnicott) introduce il primo fascicolo con la storia dell'incontro, a metà degli anni cinquanta, tra Winnicott e Barbara Dockar-Drysdale, fondatrice, nel primo dopoguerra, della Mulberry Bush School, un luogo terapeutico per fornire a ragazzi deprivati, con tendenze antisociali (Frozen children, è il titolo di un suo lavoro del 1958), un'esperienza riparativa e la regressione necessaria al suo realizzarsi sulla base dell'assoluta disponibilità e dell'adattamento dell'adulto alle richieste, attese, frustrazioni dei ragazzi in difficoltà Se i concetti winnicottiani di “integrazione” e di “esperienza primaria” fornirono alla Dockar-Drysdale un aiuto a formulare con chiarezza il compito terapeutico della Mulberry Bush School, l'esperienza di un ambiente confortevole, solido, ma che non si pretendeva indistruttibile, sostanziò i concetti winnicottiani di “madre sufficientemente buona”, di “sopravvivenza dell'ambiente materno” agli attacchi distruttivi.

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