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Contardi, R. (2003). La “Gradiva” di Freud rediviva “Delirio e sogni” nel sapere scientifico. Rivista Psicoanal., 49(3):479-506.

(2003). Rivista di Psicoanalisi, 49(3):479-506

La “Gradiva” di Freud rediviva “Delirio e sogni” nel sapere scientifico

Roberto Contardi

Aprendo il saggio su Il delirio e i sogni nella “Gradiva” di Wilhelm Jensen (1906), in un passaggio introduttivo del primo capitolo, accingendosi ad avvicinare la novella dello scrittore tedesco, Freud avverte l'esigenza di richiamare la crucialità della riflessione dispiegata nella propria Interpretazione dei sogni (1899-1930): “La scienza e la maggior parte delle persone colte sorridono quando si propone loro d'interpretare i sogni. Solo il popolo, legato alle superstizioni, perseverando in credenze tramandate dai tempi antichi, non vuol rinunciare all'interpretazione dei sogni; e l'autore dell'Interpretazione dei sogni, nonostante la protesta della scienza più severa, non ha temuto di schierarsi dalla parte degli antichi e della superstizione” (Freud, 1906, 263).

La Traumdeutung è certo qui convocata, oltre che per il pianificato impiego del metodo interpretativo nei confronti dei sogni e del delirio descritti nel testo di Jensen, in relazione al fondamentale ruolo da essa svolto nella definizione dell'attività onirica quale via d'accesso alle produzioni culturali (cfr. Contardi, 2001), e dunque riguardo alla competenza della psicoanalisi nella “applicazione” alle opere letterarie in quanto formazioni dell'inconscio.

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