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Imbasciati, A. (2003). Alberto Angelini (2002) Pionieri dell'inconscio in Russia Napoli, Liguori, 256 pagine, s.i.p.. Rivista Psicoanal., 49(4):901-903.

(2003). Rivista di Psicoanalisi, 49(4):901-903

Alberto Angelini (2002) Pionieri dell'inconscio in Russia Napoli, Liguori, 256 pagine, s.i.p.

Review by:
Antonio Imbasciati

Angelini ci è noto, oltre che come collega psicoanalista, per i suoi libri a carattere storico—critico e interdisciplinare. Nel primo ambito abbiamo già conosciuto il suo testo La psicoanalisi in Russia. Ora abbiamo il proseguimento di tale opera con il presente Pionieri dell'inconscio in Russia. Si tratta di un accurata, dotta e documentata sintesi di come la psicoanalisi fu accolta in Russia ai primi del Novecento e delle sue tormentate vicissitudini fino ai giorni nostri. La sintesi, che occupa la prima metà del libro, è affiancata da cinque saggi di autori russi, comparsi a Mosca nel 1925, che sono esemplificativi del dibattito svoltosi dopo la Rivoluzione d'Ottobre intorno alle prospettive teoriche della psicoanalisi nei confronti della psicologia (leggi neuropsicologia), nonché della sociologia, della politica e della filosofia.

Sia dai saggi che dalla sintesi storico—critica di Angelini, si possono ricavare le seguenti impressioni complessive: a) della psicoanalisi si discute la portata teorica, mentre non risulta quella clinica; b) le concezioni teoriche vengono, spesso forzosamente, confrontata con quelle neuropsicologiche (pavloviane), in un tentativo di integrazione che tende ad un mescolamento confusivo, forse per la mancanza di una clinica che sia davvero psicoanalitica e condotta da analisti con un minimo di formazione; c) peggior mescolamento avviene con la filosofia politica, la sociologia e l'educazione imposte dal comunismo; d) il dibattito si concentra soprattutto sulla validità del concetto freudiano di inconscio (donde il titolo del libro), mentre si intravede la pesante mano politica sui risvolti applicativi della psicoanalisi, soprattutto in campo educativo, che erano fioriti nei primi anni dopo la Rivoluzione con iniziative pionieristiche rispetto all'intera Europa.

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