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De Masi, F. (2004). Mauro Morra. Rivista Psicoanal., 50(1):325-326.

(2004). Rivista di Psicoanalisi, 50(1):325-326

NECROLOGI

Mauro Morra

Franco De Masi

La morte di Mauro Morra ha sorpreso la comunità psicoanalitica italiana che ha testimoniato il proprio sconcerto di fronte a tale perdita.

Il sentimento di sorpresa non è dovuto solo al fatto che Morra ci ha lasciato all'improvviso, tanto più che sembrava più giovane della sua età ed in perfetta salute.

Appassionato come era dell'esercizio fisico e del contatto con la natura non sembrava una persona anziana. Amava le lunghe passeggiate (ed è mancato proprio durante la sua ultima escursione) ed era così entusiasta del mare da fare lunghe nuotate anche con un clima che avrebbe scoraggiato chiunque.

La mia impressione è che il comune cordoglio che ha accompagnato la sua scomparsa derivi dal fatto che Morra era un analista “giovane”, impegnato creativamente nella professione psicoanalitica fino alla fine. Invece di considerare il suo status di analista con funzioni di training come momento finale di una lunga carriera, Mauro ha partecipato sino all'ultimo ai convegni italiani e internazionali, ha scritto lavori e si è impegnato nell'insegnamento nella Sezione locale di training.

Negli ultimi anni si è battuto perché la psicoanalisi infantile avesse uno statuto particolare nel nostro regolamento didattico e, insieme ad altri colleghi, era riuscito ad organizzare il training psicoanalitico infantile.

Morra era un analista coraggioso che concepiva la professione analitica come un esercizio che non aveva mete circoscritte e delimitate, ma che era in continua evoluzione.

Avendo cominciato l'analisi di training con lui alla fine degli anni settanta, potei personalmente constatarlo quando, dopo due anni dall'inizio, mi comunicò un cambiamento di orario che prevedeva le sedute anche il sabato e la domenica.

Seppi che questo era dovuto all'inizio della sua analisi a Londra con la dottoressa Hanna Segal.

Sebbene questo costasse anche a me il sacrificio dei miei week-end per le sedute, ero interiormente felice del coraggio del mio analista che, pur essendo un didatta della SPI, metteva in discussione il suo status per affrontare una nuova analisi.

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