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Semi, A.A. (2006). Il transfert e le comunicazioni inconsce: controtransfert, teorie e narcisismo dell'analista. Rivista Psicoanal., 52(2):325-346.

(2006). Rivista di Psicoanalisi, 52(2):325-346

Il transfert e le comunicazioni inconsce: controtransfert, teorie e narcisismo dell'analista Language Translation

Antonio Alberto Semi

In questo articolo cerco di mettere in evidenza alcune caratteristiche problematiche della teoria freudiana del transfert, avanzando anche, alla fine, una piccola ipotesi sul controtransfert. Adopererò qui sempre la concettualizzazione freudiana e dunque il lessico proprio di questa impostazione teorica, anche a proposito del controtransfert.

Dichiaro subito che ritengo che la teoria freudiana del transfert sia di per sé una teoria che si colloca - per usare un luogo comune freudiano - al di là del principio di piacere, ossia che si tratti di una teoria insoddisfacente, in tutti i sensi. Da ogni teoria, in fondo, ci attendiamo un qualche appagamento di desiderio, ci attendiamo che si introduca chiarezza là dove c'era oscurità, coerenza là dov'era disordine e così via, fino anche ad accontentarci di una maggiore chiarezza nel porre il problema, nel suscitare interrogativi, nel chiarire i termini. Ma la teoria freudiana del transfert è, purtroppo, una teoria insoddisfacente e vedremo se, più specificamente, almeno ci si dia la possibilità di mettere in luce gli elementi della insoddisfazione. Sarebbe già qualcosa.

Del resto, scrivere e parlare del transfert è quanto di più difficile ma anche quanto di più quotidiano ci possa essere per uno psicoanalista. Del transfert, infatti, sembra proprio che non riusciamo a fare a meno di parlare, tant'è che, se si consulta la bibliografia o anche l'immancabile rassegna su Google, si trovano milioni di pagine (11.800.000 al 6 gennaio 2006 alla voce «transfert» ma saltando Uebertragung o transference etc.).

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