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Campanile, P. (2006). La strega di ha-ish Mosheh: Alcune considerazioni (e qualche congettura) a margine di Analisi terminabile e interminabile. Rivista Psicoanal., 52(4):1057-1078.

(2006). Rivista di Psicoanalisi, 52(4):1057-1078

La strega di ha-ish Mosheh: Alcune considerazioni (e qualche congettura) a margine di Analisi terminabile e interminabile Language Translation

Patrizio Campanile

Freud si riferisce probabilmente, come sostiene Jones ad Analisi terminabile e interminabile, quando, scrivendo il 5 febbraio 1937 a Max Eitingon, descrive quanto gli sta capitando: l'essere alle prese con un «piccolo lavoro tecnico» che gli «cresce tra le mani».

È un'immagine che ben descrive il movimento che si stava realizzando nell'elaborazione di Freud e di cui, nella lettura, facciamo diretta esperienza.

Su questo relativamente breve ma densissimo saggio, che fu l'argomento principale del XXXV congresso dell'IPA (Montreal, 1987), è stato scritto moltissimo; basti ricordare i numerosi lavori raccolti in volume a cura di J. Sandler (1991), cui si possono aggiungere almeno il resoconto di Pfeffer (1963) e gli scritti di Blum (1987) e Berenstein (1987).

Il mio proposito è limitato a dare rilievo ad alcuni fattori che possono aver contribuito alla sua «crescita» ed alla struttura dello scritto che ne è derivato.

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